Toscana

Giovani e don Ciotti alla Marcia per la Giustizia

Quarrata: riflessioni su conflitti, mafie, indifferenza, bene comune.

Tanta gioventù ha partecipato alla 33ª edizione della Marcia per la Giustizia, ospitata in piazza Risorgimento a Quarrata. L’appuntamento, svoltosi sabato 5 settembre con il tema Il presente non basta a nessuno, ha riunito numerose persone per una serata dedicata alla legalità, alla pace, alla giustizia sociale e all’impegno civile. Tra il pubblico erano presenti anche rappresentanti di diversi Comuni.

Ideata nel 1994 da Antonio Vermigli, scomparso nel 2023, la manifestazione era nata come un cammino a piedi da Agliana a Quarrata. Nel tempo si è trasformata in un confronto a più voci sul palco quarratino. Accanto ai relatori si sono alternati i giovani del Seminario e del laboratorio organizzato nel pomeriggio al parco Verde, protagonisti di una riflessione sui temi della giornata.

Gli interventi sul palco

Ad aprire la serata sono stati il sindaco Gabriele Romiti e il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika. Entrambi hanno richiamato la necessità di considerare la legalità come fondamento della pace. A condurre gli interventi è stato Tommaso Vermigli, figlio dell’ideatore della manifestazione, che ha presentato gli ospiti alternatisi sul palco.

Tra gli interventi più attesi quello di don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera contro le mafie. Il sacerdote ha criticato l’indifferenza e l’assuefazione di fronte agli scenari di guerra, chiedendo di ascoltare il grido della storia. Nel suo intervento ha inoltre parlato della fame e della sete ancora presenti nel mondo, sostenendo la necessità di una distribuzione equa delle risorse e di una politica orientata al bene comune, non al solo consenso elettorale. Ciotti ha anche denunciato la manipolazione sui social e lo spostamento del baricentro verso sistemi non democratici.

Marialuisa Rovetta, figlia di Alessandro Rovetta, vittima innocente delle mafie, ha sottolineato il valore di spazi come la Marcia, capaci di spostare lo sguardo dal dolore personale alla ricerca di alternative. Sul contrasto alle organizzazioni mafiose è intervenuto Roberto Sparagna, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Torino, sottoposto a scorta dal 2009. Secondo il magistrato, una visione del futuro fondata sulla giustizia deve diventare una missione condivisa.

Il contributo alla pace

Monsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, ha parlato del contributo alla pace come dono e ha richiamato l’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, nella quale viene condannata l’indifferenza. La giornalista Lucia Capuzzi ha invece raccontato la lacerazione dell’essere umano davanti all’orrore dei conflitti, anche sulla base della propria esperienza come inviata di Avvenire nei territori di guerra.

Ad aprire e chiudere la serata sono stati i ragazzi e le ragazze del Laboratorio Accademico Danza, con uno spettacolo ispirato al tema dell’iniziativa. La Marcia per la Giustizia è stata organizzata dalla Casa della Solidarietà – Rete Radié Resch insieme a Libera, Comune di Quarrata, Circolo Arci Parco Verde e associazione culturale DancelaB Armonia, con il patrocinio della Regione Toscana.