La sesta edizione di Cara Forlì si è chiusa con numeri record. Per entrambe le serate la platea allestita in piazza Saffi ha raggiunto la capienza, con circa mille persone sedute sia sabato sia nella serata conclusiva. A queste si sono aggiunti molti spettatori rimasti oltre le transenne, interessati a seguire gli appuntamenti dedicati alla tradizione del liscio.
Sabato, secondo le stime riportate, all’esterno dell’area ufficiale si trovavano altre mille persone, forse anche di più considerando chi aveva scelto i tavolini dei bar. Il Comune di Forlì aveva raccolto 600 nominativi nella lista d’attesa, a conferma dell’interesse suscitato dalla manifestazione. Alcuni degli spettatori senza posto hanno comunque seguito gli spettacoli portando con sé sedie di plastica da casa.
Una piazza gremita anche nella serata conclusiva
Anche ieri sera l’affluenza è rimasta elevata: circa mille persone erano sedute, mentre 200 risultavano in lista d’attesa e altre 500 assistevano in piedi. Le fonti del Comune considerano quella del 2026 la migliore edizione della manifestazione, nonostante le temperature alte potessero spingere il pubblico a scegliere altre destinazioni.
Tra gli elementi indicati come decisivi per il risultato ci sono la presenza dei Nomadi, scelti come ospiti musicali speciali, e alcune ricorrenze legate alla storia del liscio. Ieri sono stati ricordati i 25 anni dell’orchestra di Mirko Casadei e i 45 anni della Storia di Romagna. Nel programma ha trovato spazio anche il duetto tra Renzo e Luana.
Il legame con la tradizione romagnola
La crescita dell’appuntamento viene ricondotta anche al coinvolgimento degli eredi di due figure centrali della musica romagnola: Riccarda, erede di Secondo Casadei, e Mirko Casadei, erede di Raoul. La loro presenza ha contribuito a rafforzare il legame tra la manifestazione e la tradizione musicale del territorio.
Il pubblico era composto in prevalenza da residenti a Forlì e da persone arrivate dai centri vicini. L’affluenza alla festa viene inoltre accostata all’aumento degli arrivi in città registrato nella prima parte del 2026, indicato nel +8%, con un incremento del +15% a giugno. Tra i fattori citati figura anche la visibilità ottenuta con la candidatura a Capitale della Cultura 2028, poi non andata a buon fine.