Pistoia (PT)

Femina apre al Bolognini la stagione della danza

Quattro interpreti attraversano ritualità, travestimenti e resistenza nel lavoro firmato da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.

È Femina ad aprire stasera, alle 20.45, la stagione della danza al Piccolo Teatro Mauro Bolognini di Pistoia. Lo spettacolo, firmato da Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, inaugura la programmazione curata da Lisa Cantini per i Teatri di Pistoia.

La performance propone un’indagine sull’identità femminile e sulle sue molteplici espressioni nel mondo contemporaneo. Il lavoro è stato finalista come miglior spettacolo di danza al Premio Ubu 2023 e mette in scena un universo fatto di bamboleggiamento, serialità e resistenza.

Corpi, identità e trasformazioni

La costruzione scenica parte da un ironico battimano, ripetuto come un loop, che richiama l’immagine di cacciatrici impegnate a stanare una preda o l’avvio di un rituale. Il suono sostiene e organizza i movimenti, imponendo ai corpi una partitura rigorosa e condivisa.

Sul palco si muovono le quattro interpreti Sara Cavalieri, Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas e Ludovica Messina Poerio. Le danzatrici sono allo stesso tempo battitrici e battute e affrontano un gioco sull’identità attraverso travestimenti posticci e movenze minimali, capaci di modificare la percezione dei corpi e dei ruoli.

L’opera procede tra momenti di scorporazione e incorporazione, mettendo in relazione le protagoniste come poli opposti sulle rive dello stesso fiume. I movimenti si riflettono e si comprimono, mentre un accompagnamento sonoro ipnotico accompagna l’intera performance: la melodia lascia progressivamente spazio alla forza essenziale del ritmo.

Il nuovo progetto triennale

A Pistoia, lo spettacolo dà avvio a Toscana in danza/Itinerari coreografici 2026-2028, progetto triennale promosso dalla Fondazione Politeama Pratese e dalla Fondazione Teatri di Pistoia, con il sostegno della Regione Toscana.

I biglietti sono disponibili a 9, 12 e 15 euro. La biglietteria resta al Manzoni fino al 31 ottobre, per poi trasferirsi al Funaro. La produzione gode inoltre del sostegno del Ministero della Cultura, della Provincia Autonoma di Trento, del Comune di Rovereto e della Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto.