Si è svolta nella mattinata del 30 ottobre 2026, al cimitero urbano di Sansepolcro, la cerimonia organizzata al sacrario dedicato alle vittime slovene del secondo conflitto mondiale. L’appuntamento, rinnovato secondo una consuetudine ormai consolidata, ha ricordato i caduti e i prigionieri della Repubblica di Slovenia le cui spoglie sono custodite nel camposanto cittadino.
La delegazione slovena al sacrario
Alla commemorazione hanno partecipato il vice capo missione e ministro plenipotenziario Boris Antolic e l’addetto militare, colonnello Simon Sajovic. La delegazione è stata accolta dal presidente del consiglio comunale di Palazzo delle Laudi, Antonello Antonelli. Alla cerimonia erano presenti anche i rappresentanti dell’Anpi, delle associazioni combattentistiche e delle forze dell’ordine.
Nel corso dell’incontro Antonelli ha richiamato il legame tra Sansepolcro e la Repubblica di Slovenia, sottolineando il valore della commemorazione come occasione per rinnovare rapporti di amicizia e ideali condivisi. Il presidente del consiglio comunale ha inoltre rivolto un apprezzamento ai rappresentanti sloveni per l’impegno nel mantenere viva, anche in questa parte della Toscana, la memoria dei propri caduti.
Secondo quanto evidenziato durante la cerimonia, la custodia del ricordo riguarda non soltanto le autorità slovene, ma anche la comunità di Sansepolcro e dell’intera vallata. La partecipazione delle associazioni e delle forze dell’ordine ha accompagnato il momento istituzionale al sacrario, nel segno della continuità con le iniziative degli anni precedenti.
Le altre tappe della giornata
Al termine dell’appuntamento nel cimitero urbano, la delegazione slovena e le autorità locali hanno raggiunto l’ex campo di internamento di Renicci, nel territorio di Anghiari. La giornata si è conclusa a Caprese Michelangelo, dove è stata deposta una corona di fiori sulla tomba di Dusan Bordon.