Per la prima volta nella storia dello sport italiano, la Fitp, la Federazione italiana tennis e padel, ha superato la Figc per numero di tesserati. I dati, forniti dal Coni e riferiti alla fine del 2024, indicano 1.162.477 iscritti per la federazione della racchetta, contro gli 1.123.054 del calcio. Insieme, le due realtà rappresentano circa il 40% dei 6,1 milioni di tesserati complessivi delle federazioni sportive italiane.
Alle loro spalle si collocano pallavolo, pallacanestro e atletica. Il sorpasso ha riportato al centro del dibattito l’evoluzione delle abitudini sportive nel Paese, anche se il calcio, osserva Andrea Bolognesi, resta lo sport più popolare in termini di seguito e interesse generale.
La situazione nelle Marche
Bolognesi, senigalliese e presidente del Comitato Marche della Fitp, considera il risultato un riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni. La federazione regionale, spiega, non aveva mai raggiunto una consistenza così elevata e ha registrato una crescita significativa anche sul territorio marchigiano.
Nelle Marche il calcio mantiene il primato, come accade in altre dieci regioni italiane, ma la Fitp si è portata al secondo posto, davanti alla pallavolo. Il dirigente sottolinea il ruolo della Federazione e dei circoli, impegnati nella diffusione dell’attività di base, nella formazione e nello sviluppo dei giovani. Un percorso che ha contribuito ad aumentare anche il livello medio degli atleti italiani.
Padel, giovani e impianti
Il padel rappresenta circa il 20% degli iscritti della Fitp. Dopo il forte sviluppo registrato durante la pandemia, il settore attraversa una fase di leggero rallentamento. Il comitato marchigiano punta quindi a rafforzare i vivai e la preparazione degli operatori, con l’obiettivo di rendere il fenomeno più stabile nel tempo.
Un altro elemento riguarda la presenza femminile. Nel calcio il 96% dei tesserati è uomo, mentre nella federazione della racchetta la quota scende al 59%. Nelle Marche le donne rappresentano circa il 35% degli iscritti e il territorio ospita anche un torneo Wta di rilievo a Tolentino.
La presenza di campioni come Jannik Sinner ha contribuito ad aumentare l’attenzione verso il movimento, insieme ai risultati di giocatori come Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti. Per Bolognesi, tuttavia, il risultato non può dipendere soltanto dai protagonisti di vertice: dopo il successo italiano in Coppa Davis nel 1976, il calo dell’attenzione seguito all’uscita di scena dei grandi campioni aveva relegato il tennis in una posizione marginale.
Per consolidare il settore serviranno continuità nel lavoro di base e investimenti nell’impiantistica sportiva. Secondo il presidente regionale, molte strutture sono datate e alcuni circoli hanno dovuto interrompere le iscrizioni per la mancanza di spazi. La disponibilità di nuovi impianti, sostiene, potrebbe consentire al movimento di accogliere ulteriori praticanti.