Da mercoledì notte il nome di Samuel Mbangula è diventato familiare ai tifosi rossoblù. Il centrocampista belga ha conquistato la scena a San Siro con una tripletta, trasformando una partita da titolare con il Bologna in una serata destinata a restare nella sua carriera. Un’esplosione improvvisa solo in apparenza, perché alle sue spalle c’è un percorso cominciato in Belgio e sviluppatosi tra settore giovanile, Serie C e prima squadra.
Le origini tra Bruxelles e il Congo
Mbangula, il cui nome completo è Samuel-Germain Kinduelu Mbangula Tshifunda, è nato a Bruxelles il 16 gennaio 2004. La sua storia familiare unisce la dimensione francofona della capitale belga alle origini congolesi dei genitori, parte della comunità proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo e residente in città.
I primi passi nel calcio sono arrivati nel Leopold, società fondata nel 1893, prima dei successivi passaggi a Brussels, Club Brugge e Anderlecht. Nell’estate del 2020 il belga è entrato nel vivaio della Juventus, cominciando dall’Under 17. Dopo la Primavera è arrivata l’esperienza con la Juventus Next Gen, in Serie C, fino al debutto con la prima squadra.
La prima rete tra i professionisti con la Juventus è arrivata il 19 agosto 2024, nella gara vinta 3-0 contro il Como. Con la formazione bianconera Mbangula ha poi segnato anche contro il Bologna, firmando il pareggio per 2-2 allo Stadium il 7 dicembre 2024, e contro il Milan, nel successo per 2-0 del 18 gennaio 2025. In Champions League è arrivato anche il gol del 2-1 contro il Psv, l’11 febbraio 2025.
La fede e il percorso professionale
Lontano dal campo, il ventiduenne conduce una vita riservata. È descritto come un cattolico praticante e a Casteldebole, quartier generale del Bologna, non è raro vederlo pregare. Anche dopo la tripletta realizzata al Meazza ha dedicato un pensiero a Dio attraverso i social. Nella sua vita privata c’è inoltre Joana, fidanzata portoghese alla quale ha chiesto ufficialmente la mano un anno fa.
Nel percorso di Mbangula un ruolo centrale è attribuito a Thiago Motta, tecnico che lo ha lanciato alla Juventus e che il giocatore considera decisivo per la propria crescita. Diverso il rapporto con Igor Tudor, che non lo riteneva adatto al progetto bianconero e ha contribuito alla conclusione della sua esperienza a Torino.
Nell’estate del 2025 il calciatore è stato ceduto al Werder Brema, prima del successivo trasferimento in prestito al Bologna. A favorire l’operazione è stato anche Domenico Tedesco, commissario tecnico del Belgio che lo aveva convocato per la prima volta in nazionale maggiore nel novembre 2024 e che, nell’ultimo giorno del mercato, lo ha indicato come rinforzo per sostituire Rowe. A Bologna, infine, la gestione tecnica è passata a Raffaele Palladino, che si sta godendo l’impatto del belga.