Nazionale

Spalletti ammette: “Italia, ho lasciato qualcosa in sospeso”

Il tecnico ha parlato anche della Juventus: "Voglio una stagione da uomini forti".

Spalletti ammette: “Italia, ho lasciato qualcosa in sospeso”

Il presente è alla Juventus, ma il passato con la Nazionale non è ancora del tutto archiviato. Nei giorni in cui l’Italia è impegnata in Nations League, Luciano Spalletti torna a parlare della sua esperienza da commissario tecnico e lo fa senza nascondere una certa amarezza. Non per il rapporto con la maglia azzurra, che resta intatto, ma per la sensazione di non essere riuscito a completare il percorso che aveva immaginato.

«Alla Nazionale si vuole bene comunque, ma sento di aver lasciato qualcosa in sospeso», ha spiegato Spalletti a Tuttosport. «Mi sentivo totalmente ct, però resta un’esperienza incompleta se si parla di aver realizzato totalmente l’idea di Nazionale che avevo».

La Juventus e il peso della maglia

Ora il tecnico toscano è concentrato sulla nuova avventura alla Juventus, un ambiente nel quale la pressione fa parte del mestiere. Spalletti non la considera però un limite, bensì una componente con cui imparare a convivere.

«È un club che non ti dà diritti e si misura in ciò che sei disposto a dare ogni giorno», ha raccontato. «Dovremo essere all’altezza e rendere la gente orgogliosa. Bisogna imparare a usare la pressione».

Un concetto che si lega anche alla stagione precedente, chiusa con la grande delusione della mancata qualificazione alla Champions League.

«Tre o quattro episodi ci hanno tolto la Champions»

Secondo Spalletti, la Juventus aveva trovato durante la stagione una precisa identità, ma non è riuscita a mantenerla nel momento decisivo.

«Avevamo risolto il quesito fondamentale di chi fossimo veramente, ma tre o quattro episodi, come falli tattici subiti, hanno interrotto il ritmo», ha spiegato. «Non aver mantenuto il livello altissimo di gioco mostrato in stagione ci è costato la Champions».

Ora il compito è ripartire da quelle certezze e costruire una squadra capace di reggere fino in fondo la pressione.

Da Alajbegovic a Zhegrova, le scommesse del tecnico

Spalletti guarda anche ai singoli e individua alcuni giocatori destinati a poter sorprendere. Tra questi c’è Alajbegovic, considerato uno dei giovani con maggiore potenziale.

«È uno che può veramente stupire», ha detto il tecnico, inserendo nella lista anche Zhegrova, che «può diventare un top».

Parole positive anche per Douglas Luiz, cresciuto secondo Spalletti in maniera significativa, e soprattutto per Weston McKennie. Per l’americano il tecnico ha addirittura coniato una definizione particolare: la “Weston Zone”, perché il centrocampista è in grado di occupare praticamente ogni zona del campo.

«Sa fare tantissime cose e poi è una persona bella e viva. Per capacità di adattamento mi ricorda Simone Perrotta».

«Una stagione da uomini forti»

E allora quale Juventus sarà quella che Spalletti vuole costruire?

La risposta arriva attraverso una formula che sintetizza bene le aspettative del tecnico: «Una da uomini forti, per i destini forti ci stiamo attrezzando e lavorando».

Un messaggio rivolto a un gruppo chiamato a trasformare talento e ambizioni in continuità, soprattutto nei momenti in cui la pressione inevitabilmente aumenterà.

Spalletti promuove la linea Orsato

Il tecnico si è espresso anche sulla nuova gestione arbitrale, la cosiddetta “linea Orsato”, caratterizzata da maggiore severità nei confronti di simulazioni, proteste e perdite di tempo.

«Ha stanato i simulatori e gli speculatori dei tempi morti», ha detto Spalletti, che ha ribadito anche il proprio sostegno al VAR. «Si gioca di più e così il calcio italiano sta scoprendo di essere più intenso di quanto credesse. Meno proteste, meno discussioni, meno simulazioni: bene così».

Da De Laurentiis a Totti, il passato resta lontano

Infine, inevitabile, qualche riferimento alle vecchie storie. Su Aurelio De Laurentiis e il rapporto con Napoli, Spalletti non vuole riaprire capitoli già chiusi: «Se vuole le parlo di Napoli e dell’emozione dei suoi tifosi, il resto non mi interessa».

Più articolata la risposta su Francesco Totti: «Abbiamo fatto entrambi errori, ma lui è bravo».

E poi c’è Wanda Nara, legata ai tempi dell’Inter e alla vicenda della fascia tolta a Mauro Icardi. Spalletti liquida anche questo capitolo distinguendo tra il proprio carattere e il modo in cui reagisce alle persone che ha davanti: «Non so perché, ma non confondete carattere e atteggiamento: il primo dipende da me, il secondo da chi ho di fronte».

Il passato, dunque, resta parte della storia. Ma per Spalletti la partita più importante è ormai un’altra: costruire una Juventus all’altezza delle proprie ambizioni e trasformare la pressione in energia.