Il Rimini ha superato il San Marino per 1-0, conquistando la sesta vittoria consecutiva. La gara, disputata il 3 ottobre 2026, è stata indirizzata da una rete di Maggioli nel primo tempo, al termine di una fase iniziale caratterizzata dalla pressione della formazione allenata da Gadda.
Fin dai primi minuti i biancorossi hanno mantenuto il controllo del gioco, cercando con continuità la soluzione offensiva. Il San Marino ha mostrato ordine nella fase difensiva, riuscendo a contenere le iniziative avversarie, ma non è riuscito a costruire occasioni realmente pericolose dalle parti della porta difesa da Roberto.
Maggioli sblocca la partita
Il Rimini ha sfiorato il vantaggio con un tiro di Nisi, deviato in calcio d’angolo da Munari, e con una conclusione di Maggioli terminata sul palo. Il gol è arrivato al 38’ del primo tempo: sul corner battuto da De Angelis, Maggioli ha trovato la deviazione decisiva di destro, portando il punteggio sull’1-0.
La formazione di Gadda ha continuato a cercare il raddoppio anche all’inizio della ripresa. Vitucci ha provato a sorprendere Munari con un pallonetto finito oltre la traversa, mentre Bertani ha calciato troppo centralmente. Poco dopo, Cicarevic ha tentato la conclusione al volo, mandando il pallone di poco a lato.
Il Rimini amministra il vantaggio
Nonostante le occasioni per chiudere la gara, il Rimini ha gestito il vantaggio fino al termine senza concedere al San Marino spazi sufficienti per rientrare in partita. Il risultato ha così consegnato ai biancorossi la sesta affermazione di fila, mentre la squadra sammarinese è rimasta a secco di reti.
Per il Rimini sono scesi in campo Roberto, Fabbri, Nava, Maggioli, Carnesecchi, De Angelis, Bertani, poi sostituito da Pasquini, Nisi, Cicarevic, Vitucci, rilevato da Carlini, e Piazze. Il San Marino ha schierato Munari, Tesse, Mechetti, Gentili, Pina Nunes, Papa, poi sostituito da Cuomo, Cestra, rilevato da Memoli, Miletta, Macchitella, Traini e gli altri subentrati indicati a referto. Ha arbitrato Carucci di Roma 2, assistito da Molinari di Bologna e Cappello di Imola.