Internazionale

Napoli, il futuro di Conte è ad un bivio: il punto

Due gli obiettivi del presidente azzurro

Napoli, il futuro di Conte è ad un bivio: il punto

Il rapporto personale tra le parti resta solido e la stima tra il presidente Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte continua a essere profonda, ma il vertice della prossima settimana, che potrebbe avere un carattere decisivo, si preannuncia come un vero e proprio redde rationem. In quell’occasione il numero uno del club presenterà infatti il nuovo piano di riorganizzazione e “dimensionamento” della società, un progetto già anticipato nelle scorse settimane.

La linea è chiara: da una parte il ringiovanimento della rosa, considerando che il Napoli presenta oggi un’età media di circa 28 anni, tra le più alte della Serie A; dall’altra la necessità di ridurre in modo significativo il monte ingaggi, attualmente intorno ai 110 milioni di euro, cifra che colloca il club al terzo posto nel campionato italiano.

Attenzione però a un passaggio chiave emerso nelle ultime indiscrezioni: pur tenendo conto che Conte ha ancora un anno di contratto e che De Laurentiis non ha alcuna intenzione di interrompere il rapporto con l’allenatore che gli ha portato lo scudetto e la Supercoppa Italiana, il presidente intende affrontare anche il tema del mercato e del modello tecnico. In sostanza, chiederà al tecnico una riflessione sul proprio ruolo complessivo all’interno del progetto, immaginando un Conte meno “manager totale” e più focalizzato esclusivamente sull’aspetto di campo, con una maggiore attenzione alla crescita e valorizzazione dei giovani, come già visto con profili come Vergara e Alisson Santos.

Non mancano, del resto, elementi di discussione legati alle scelte di mercato: tre dei sette acquisti della scorsa estate sono finiti sotto osservazione. Beukema, costato 31 milioni, ha collezionato 21 panchine in 46 partite. Lang, arrivato per 25 milioni, è partito titolare solo in poche occasioni prima della cessione invernale al Galatasaray. Lucca, pagato 35 milioni, è rimasto in panchina in 23 gare su 28 prima del trasferimento al Nottingham Forest.

Un confronto che si annuncia dunque delicato e decisivo, anche considerando che Conte al momento non sembra particolarmente attratto dall’ipotesi Nazionale, mentre le principali panchine europee di alto livello risultano già in larga parte indirizzate verso altri profili tecnici.