Napoli (NA)

Napoli, De Bruyne e Manna al centro della crisi interna

Dopo Oporto, accuse incrociate coinvolgono allenatore, rosa e dirigenza in vista del mercato invernale.

La sconfitta di Oporto ha reso pubbliche le tensioni già presenti nello spogliatoio del Napoli. A far emergere il conflitto è stato Matteo Politano, che ha puntato il dito contro il gruppo degli stranieri. Nel mirino, secondo l’analisi, ci sarebbero soprattutto Kevin De Bruyne, Rasmus Højlund e Scott MacTominay, anche se le divisioni interne non sembrano limitarsi a una contrapposizione tra italiani e stranieri.

Il caso più evidente riguarda il centrocampista belga, che da settimane avrebbe chiesto di poter lasciare il club nella sessione di mercato di gennaio. De Bruyne non sarebbe soddisfatto della sua esperienza napoletana, in particolare del rendimento della squadra e del livello di alcuni compagni. Le sue critiche, sostenute dal carisma internazionale del giocatore, non verrebbero però riconosciute dal resto del gruppo, che gli rimprovererebbe a sua volta errori e responsabilità.

Il confronto sull’allenatore

La situazione potrebbe aggravarsi in caso di una sconfitta contro la Lazio. In quel caso, sostiene il commento, il malcontento della piazza nei confronti di Massimiliano Allegri potrebbe diventare più netto. Il dibattito sul tecnico si intreccia così con quello sulle responsabilità della rosa e della gestione societaria, in un momento in cui il club deve affrontare una fase delicata della stagione.

Nel confronto pubblico è intervenuta anche la radio ufficiale del Napoli. Il direttore e conduttore Walter De Maggio ha attaccato De Bruyne, accompagnando le critiche con una difesa decisa di Allegri. Parallelamente, viene rilanciata la tesi secondo cui i principali acquisti della precedente campagna, tra cui il belga, Lorenzo Lucca, Noa Lang e Sam Beukema, non sarebbero stati scelti da Antonio Conte. Una ricostruzione che finisce per coinvolgere direttamente il direttore sportivo Giovanni Manna.

Le responsabilità della società

Secondo l’articolo, il dibattito mediatico rischia di trasformarsi in un’operazione di orientamento dell’opinione pubblica: De Bruyne diventerebbe il principale responsabile delle difficoltà dello spogliatoio, mentre a Manna verrebbe imputata una campagna acquisti considerata insufficiente. Il primo potrebbe essere sacrificato nel ritiro di Pozzuoli; per il direttore sportivo, invece, l’eventuale uscita sarebbe rinviata, anche in considerazione del mercato invernale.

La critica principale riguarda però la strategia complessiva del club. Dopo la stagione segnata da tre allenatori, Aurelio De Laurentiis aveva scelto di affidarsi a Conte e aveva ingaggiato Manna, proveniente dalla Juventus. Il progetto tecnico e organizzativo del Napoli si sarebbe così orientato verso un modello di matrice juventina, considerato dall’autore ormai in ritardo rispetto alle trasformazioni del calcio europeo.

La soluzione indicata non passa necessariamente da un nuovo cambio in panchina né da acquisti immediati. Prima di intervenire, sostiene l’analisi, la società dovrebbe avviare una ricostruzione di lungo periodo e ridefinire la propria identità tecnica. Nel frattempo, l’obiettivo più urgente resta evitare un ulteriore deterioramento dei risultati e della coesione interna, con Allegri chiamato a guidare la squadra nella fase più delicata.