Il debutto del diciottenne Libra ha acceso una luce sulle prospettive del Bologna, ma per il momento resta un’eccezione in una squadra costruita soprattutto sull’esperienza. Dopo le prime tre giornate di campionato, l’età media dei calciatori rossoblù utilizzati è infatti di 26,6 anni, la quinta più alta tra le venti formazioni di Serie A.
A Casteldebole la linea verde comprende anche Amondarain, 21 anni, Helland, 21, Mbangula, 22, Enem, 23, e Pessina, 18. Si tratta dei giovani sui quali il club e l’allenatore Domenico Tedesco stanno lavorando, in attesa che possano trovare spazio con maggiore continuità. Per ora, però, il Bologna non è ancora una squadra a prevalenza giovanile.
La classifica dell’esperienza
Il dato emerge dal confronto sull’età media dei calciatori impiegati nei primi 270 minuti del torneo. In testa alla graduatoria delle squadre più anziane c’è il Napoli, prossimo avversario dei rossoblù al Maradona, con una media di 28,7 anni. Seguono Juventus a 27,1, Inter a 27 e Atalanta a 26,7. Il Bologna si trova subito dopo, a un solo decimale di distanza dall’Atalanta.
All’estremo opposto ci sono le squadre che hanno puntato maggiormente sui giovani: il Parma guida questa classifica con 23,6 anni di media, davanti a Monza, a 23,7, e Frosinone, a 24. Proprio in Ciociaria sta trovando spazio il ventiduenne Raimondo, autore di quattro gol nelle ultime due partite. In prestito al Frosinone c’è anche Amey, altro prodotto del settore giovanile rossoblù.
Altri giovani del Bologna sono stati mandati temporaneamente in altre formazioni: Pyyhtia e Stivanello al Südtirol, Caccavo alla Juve Stabia e Tomasevic al Mantova. A questi si aggiunge il gruppo di calciatori cresciuti nella Primavera e trasferiti in Serie B al Lumezzane. Il settore giovanile continua quindi a essere una risorsa, anche se molti dei suoi elementi stanno maturando lontano da Casteldebole.
La linea verde di Tedesco
Il tema dei giovani resta comunque nell’agenda di Tedesco, tecnico che in Bundesliga e alla guida della nazionale belga ha già mostrato disponibilità a lanciarli. Al Bologna, la prima occasione è arrivata per Libra nella gara contro il Sassuolo: il centrocampista ha ricevuto anche il riconoscimento di migliore in campo nel secondo tempo.
Alla presentazione di giugno, Tedesco aveva spiegato di non guardare alla carta d’identità, sostenendo che a giocare dovesse essere chi dimostra di essere bravo, indipendentemente dall’età. Nel frattempo Castro e Rowe, due giovani considerati importanti, sono stati ceduti. Sugli elementi rimasti, da Libra ad Amondarain, passando per Mbangula, il tecnico dovrà ora lavorare con pazienza. Il belga è un suo vecchio obiettivo ed è arrivato in prestito dal Werder Brema: per la nuova generazione rossoblù, il percorso è appena cominciato.