Sebastiano Esposito è tra i pochi elementi del Sassuolo ad aver lasciato il segno nella gara persa lunedì contro la Lazio. L’attaccante ha realizzato il suo secondo gol con la maglia neroverde e, in un momento complicato per la formazione emiliana, ha provato a trasmettere fiducia sulle prospettive della stagione.
Intervistato dai canali del club, Esposito ha riconosciuto il rendimento altalenante mostrato finora dal gruppo, ma ha sottolineato le potenzialità della rosa. Il campionato, secondo l’attaccante, è ancora all’inizio e il Sassuolo può trovare continuità nel corso del torneo. Il giocatore considera la società emiliana l’ambiente adatto per valorizzare le proprie caratteristiche e continuare il percorso di crescita.
Il rapporto con Aquilani e Berardi
Nel racconto di Esposito c’è spazio anche per il rapporto con Alberto Aquilani, allenatore descritto come una persona schietta e autentica. L’attaccante ritiene che le proprie qualità si adattino al sistema di gioco della formazione emiliana. Parole positive anche per Domenico Berardi, indicato come la storia del club e come un leader dello spogliatoio. Tra i due c’è anche una consuetudine legata al Fantacalcio, vissuta con ironia dall’attaccante.
Esposito ha poi ripercorso le tappe principali della propria carriera, a partire dagli inizi condivisi con i fratelli. La famiglia deve molto all’osservatore Roberto Clerici, che contribuì a portare i ragazzi da Castellammare di Stabia a Brescia, consentendo loro di inseguire il sogno del calcio professionistico. Il successivo passaggio all’Inter rappresentò una svolta, nonostante le difficoltà iniziali legate al distacco dalla città lombarda e all’elevata concorrenza del settore giovanile.
Dall’Inter alla maturità calcistica
Con la maglia dell’Inter arrivarono il debutto in Champions League e quello in Serie A. Esposito ha ricordato in particolare una settimana vissuta tra il rigore procurato contro il Borussia Dortmund, l’esordio contro il Parma e la prima rete in campionato contro il Genoa, realizzata dopo che Romelu Lukaku gli aveva lasciato il tiro dagli undici metri. La data del 21 dicembre 2019 è rimasta impressa anche attraverso un tatuaggio.
Dopo quella fase, la carriera ha attraversato periodi più difficili, con le esperienze in Serie B alla Spal e al Venezia e il trasferimento all’estero. In Svizzera e Belgio l’attaccante ha trovato nuovi stimoli e ha imparato una lingua, mentre la parentesi alla Sampdoria ha rappresentato il passaggio decisivo verso un ritorno stabile nella massima serie. Nel suo percorso Esposito ha anche fatto i conti con l’etichetta di giocatore difficile, ammettendo che in passato alcune critiche fossero fondate.
Il legame con la famiglia e con Castellammare di Stabia resta centrale nella sua vita. I fratelli hanno scelto il numero 94, richiamo al rione di provenienza, come simbolo delle proprie radici. Tra i ricordi più significativi figura anche il debutto da titolare in Nazionale insieme al fratello Pio, vissuto non come un traguardo, ma come un punto di partenza.