Bergamo (BG)

Atalanta, l’emergenza muscolare riapre il tema della preparazione

Sarri richiama calendario, Nazionali e mercato, ma restano interrogativi sul lavoro atletico.

Nel dopopartita di Firenze, Maurizio Sarri ha respinto con ironia l’ipotesi che l’aumento degli infortuni sia legato alla preparazione atletica. Alla domanda sulle responsabilità dei metodi di lavoro, l’allenatore dell’Atalanta ha risposto di trovarla un’ipotesi quasi paradossale, prima di elencare in conferenza stampa una serie di fattori che avrebbero contribuito alla situazione attuale.

Tra le cause citate dal tecnico ci sono le vacanze successive ai Mondiali, le dinamiche di mercato, gli infortuni arrivati all’inizio della stagione, il calendario dei club impegnati nelle competizioni europee e gli impegni con le Nazionali. A questo si aggiunge un meccanismo circolare: la necessità di schierare spesso gli stessi giocatori a causa delle assenze aumenta a sua volta il rischio di nuovi problemi fisici.

Il nodo del lavoro atletico

Secondo l’analisi proposta, però, il quadro resta incompleto se non si considera anche il ruolo di chi si occupa della preparazione. La responsabilità complessiva fa capo all’allenatore, che coordina un gruppo composto da 11 persone nello staff tecnico e da altre 10 nello staff medico. Nel lavoro dell’Atalanta rientra inoltre la collaborazione esterna del gruppo guidato da Daniele Tognaccini, già al fianco di Sarri in passato.

L’obiettivo, sottolinea l’analisi, non è attribuire colpe specifiche senza elementi sufficienti, ma ricordare quanto sia articolata la gestione della condizione fisica di una squadra professionistica. Il problema degli infortuni muscolari, tuttavia, resta concreto e serio. A Zingonia la situazione viene valutata con attenzione, mentre la società è chiamata a comprendere le ragioni di un numero di assenze considerato anomalo.

Un andamento diverso dal passato

L’Atalanta disputa competizioni europee da circa 10 anni e conosce quindi i ritmi ravvicinati e gli effetti di una stagione intensa. In passato non sono mancati gli infortuni muscolari, ma secondo l’analisi non si erano mai raggiunti picchi paragonabili a quelli attuali, soprattutto così presto: l’emergenza si è manifestata già alla fine di ottobre.

Il cambio dei metodi di lavoro, conseguenza naturale dell’arrivo di un nuovo allenatore e di un nuovo staff, può aver prodotto effetti inattesi. Nella prima parte della stagione, inoltre, la squadra ha dato in più occasioni l’impressione di correre meno e peggio degli avversari, senza la necessaria intensità. Contro il Frosinone questa caratteristica era apparsa più evidente, mentre a Firenze lo è stata molto meno. Le due partite hanno però avuto un elemento in comune: due infortuni muscolari in ciascun incontro. Per la società si apre così una fase di riflessione sui carichi di lavoro, sulla gestione delle rotazioni e sulle cause dell’attuale serie di indisponibilità.