L’ipotesi di pre-intesa del CCNL Funzioni Locali 2025-2027, raggiunta nei giorni scorsi, prevede un aumento di stipendio per 1200 dipendenti delle amministrazioni comunali di Valtellina e Valchiavenna. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo, poiché non si è ancora giunti alla firma definitiva dell’accordo e le risorse disponibili a livello statale potrebbero non essere sufficienti a garantire gli aumenti per tutti i dipendenti, non solo in provincia di Sondrio.
Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, ha lanciato un allarme riguardo a questa situazione. Secondo Bussone, il rischio è che il peso degli aumenti ricada sui sindaci, che si trovano già in difficoltà. Attualmente, sul tavolo ci sono 50 milioni di euro per il 2025 e 100 milioni per il 2026, ma non è chiaro se tali somme basteranno a coprire gli arretrati previsti dalla pre-intesa sul nuovo contratto.
“Gli aumenti non sono poca cosa per le casse dei Comuni”, ha affermato Bussone, evidenziando il rischio di un “corto circuito” che potrebbe generare sperequazioni tra i vari comuni, tra chi ha e chi non ha. Già si registrano ritardi da parte dello Stato nel pagamento del Fondo di Solidarietà, e ora questi aumenti alimentano ulteriori preoccupazioni. La spesa per investimenti, che fino a ieri era sostenuta dalla capacità garantita dal PNRR, rischia di contrarsi, così come la spesa corrente.
Bussone ha sottolineato che i Comuni non hanno più autonomia e che la questione del pagamento del personale non può essere lasciata esclusivamente a loro. “Si rischia un bagno di sangue sui bilanci comunali”, ha avvertito, aggiungendo che i dipendenti, pur soddisfatti per gli aumenti, potrebbero non ricevere quanto garantito dal contratto a causa delle difficoltà economiche dei piccoli e medi Comuni. Questo rappresenta un ulteriore corto circuito, frutto di trent’anni di disattenzione nei confronti delle amministrazioni locali, che hanno subito tagli per 7 miliardi di euro e che ora si trovano in profonda crisi finanziaria e operativa.