Toscana

Polemiche sul drappellone, la sindaca: «Sono amareggiata»

Nicoletta Fabio difende la scelta dell’artista e riferisce del confronto con il cardinale Lojudice.

Le contestazioni sul drappellone del Palio hanno dominato la conferenza stampa tenuta dalla sindaca di Siena alla vigilia della corsa. Al centro del dibattito c’è il dipinto realizzato dall’artista Teodora Axente, in particolare la rappresentazione del volto della Madonna, che ha suscitato reazioni molto critiche sui social e nel dibattito pubblico.

Nicoletta Fabio ha spiegato di essersi sentita coinvolta direttamente dalle accuse e di essere rimasta amareggiata sia sul piano istituzionale sia su quello personale. La sindaca ha ricordato di aver scelto Axente non per la volontà di provocare, ma perché aveva conosciuto e apprezzato il suo lavoro e ne aveva colto la devozione mariana.

Il confronto con la Curia

La vicenda ha portato anche a un confronto con il cardinale Augusto Paolo Lojudice. Fabio ha riferito di aver avuto con lui uno scambio sincero, nel quale ha espresso il proprio punto di vista. Secondo la sindaca, nel caso del drappellone sono emerse sensibilità diverse, tutte da rispettare, compresa quella di chi ha partecipato alla scelta dell’opera.

Fabio ha quindi ricostruito il ruolo dell’amministrazione. La committenza del drappellone, ha sottolineato, fa capo al Comune. Pur non essendo previsto espressamente dal regolamento, durante il concorso era stato inoltre invitato un rappresentante della Curia a partecipare alla commissione. In alcune occasioni gli artisti indicati dall’amministrazione sottopongono il bozzetto alla sindaca e possono essere suggerite modifiche ritenute necessarie.

In questa circostanza, però, il bozzetto di Teodora Axente aveva convinto Fabio, soprattutto per il volto della Madonna. La sindaca ha respinto l’idea che la scelta fosse stata dettata da intenti provocatori e, riferendosi alle interpretazioni date all’immagine, ha osservato che la malizia può dipendere anche dallo sguardo di chi osserva.

Il peso dei social

Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il precedente di altri drappelloni contestati, compreso uno raffigurante una Madonna con il passeggino, a testa in giù e con tre occhi. Per Fabio, dunque, le discussioni sulle opere del Palio non sono una novità e in passato hanno riguardato anche l’autorità ecclesiastica, tra mancate benedizioni e prese di posizione molto dure.

La differenza, secondo la sindaca, è rappresentata oggi dalla velocità e dalla portata della comunicazione online. Le critiche si diffondono in tempi rapidissimi e possono assumere toni molto accesi, fino a raggiungere, ha detto, livelli feroci e vicini alla calunnia. Il confronto sul valore artistico del dipinto si è così trasformato in un tema capace di alimentare per giorni discussioni sulle piattaforme web e sui mezzi di informazione.