Il consiglio di amministrazione di Banca Mps ha dato il via libera al progetto che prevede una doppia offerta pubblica di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, accompagnata dalla distribuzione di un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro. La proposta, elaborata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, dovrà ora essere sottoposta al voto dell’assemblea straordinaria dei soci, convocata per il 29 ottobre.
La riunione del cda si è svolta a Rocca Salimbeni. Il piano è stato approvato dai consiglieri espressione della lista di maggioranza, con il voto favorevole anche di Corrado Passera. Quattro componenti si sono invece astenuti: Paolo Boccardelli, l’ex presidente Nicola Maione, Paola De Martini e Antonella Centra.
Il progetto per un nuovo polo bancario
Secondo il disegno tracciato dai vertici dell’istituto senese, l’integrazione con Banco Bpm e Banca Generali potrebbe portare alla nascita di un gruppo bancario del valore complessivo di circa 70 miliardi di euro. L’operazione comporterebbe un rimescolamento dell’azionariato e punta a rafforzare il ruolo di Mps nel sistema finanziario italiano.
Per il momento non sono arrivate reazioni ufficiali da Banco Bpm e Banca Generali. Quest’ultima ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario. Pierluigi Tortora, presidente di Plt Holding e capofila della lista che nell’assemblea di aprile aveva riportato Lovaglio alla guida di Mps, ha espresso un giudizio favorevole sul piano, sostenendo che la banca possa passare dalla difesa del proprio valore alla creazione di nuovo valore.
Il confronto con l’offerta di Intesa Sanpaolo
La proposta dovrà ottenere il sostegno di almeno due terzi dei soci di Mps e, successivamente, dovrà essere valutata anche dagli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali. Il confronto si inserisce nella contesa già aperta dall’offerta di Intesa Sanpaolo, sostenuta dall’operazione con Unipol e Bper, che prevede l’acquisto dell’istituto senese.
Il nuovo scenario si intreccia con il tema dell’integrità di Mps, sostenuto dagli enti locali e rilanciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, contraria allo smembramento della banca. Gli stessi enti locali incontreranno il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il 25 agosto, in un contesto nuovamente modificato dall’iniziativa di Lovaglio.
Resta da capire se Intesa Sanpaolo modificherà o rafforzerà i termini dell’offerta lanciata l’8 luglio dall’amministratore delegato Carlo Messina. Il 10 settembre è inoltre prevista l’assemblea dei soci chiamata ad approvare l’aumento di capitale destinato a sostenere l’offerta, un passaggio già affrontato da Unipol.
La proposta di Mps apre quindi una nuova fase nella competizione per il controllo della banca. L’esito dipenderà dalle decisioni degli azionisti e dalle eventuali mosse degli altri istituti coinvolti. La verifica decisiva è attesa tra la fine di ottobre e il voto dell’assemblea straordinaria.