Qualche giorno dopo la scomparsa del padre Giancarlo, avvenuta nell’ottobre scorso, Luca Cambi decise di realizzare un oggetto che potesse ricordarne la storia nel Palio. Nacque così uno zucchino particolare, pensato come omaggio allo storico barbaresco, vincitore di sette Carriere e protagonista di una lunga esperienza in Contrada.
Un omaggio alla carriera del padre
Sul retro dello zucchino, nella parte destra, Cambi ha dipinto la vecchia coccarda del padre, risalente al 1956, anno in cui Giancarlo iniziò la propria attività. Accanto ha inserito nove stelle: due d’argento, riferite ai Palii vinti nel 1947 e nel 1998 quando non ricopriva l’incarico di barbaresco, e sette d’oro, una per ciascuna delle Carriere conquistate nel ruolo.
Al centro è stata aggiunta una stella a dieci punte, pensata per rappresentare l’auspicato successo del Nicchio. La decorazione riunisce inoltre diversi richiami alla storia degli zucchini vittoriosi del passato: le orecchie riprendono quelle utilizzate nel 1988, la righina centrale si ispira al modello del 1969, seppure con i colori invertiti, mentre l’oro e la stella richiamano rispettivamente gli esemplari del 1998 e del 1984.
La misura realizzata per Tittia
Le orecchie in pelle bianca sono state realizzate da Emiliano Gorelli e successivamente dipinte da Cambi. Quando l’economo diede l’autorizzazione a preparare lo zucchino per la Contrada, erano disponibili tre diverse taglie. Cambi chiese quindi al mangino Tiribocchi la misura della circonferenza della testa di Tittia, realizzando il copricapo su quella base.
Il risultato, ha spiegato Cambi, è stato favorito anche dal caso e dalla fortuna. Lo zucchino era stato concepito come un ricordo del padre e, dopo la caduta, è rimasto danneggiato: le nicchie dorate non ci sono più e, poiché il manufatto è omologato, non può essere restaurato una volta rovinato.
Cambi lo ha portato in tutta Siena durante il Giro della vittoria. Al rientro lo ha sistemato nella teca destinata a custodire il Palio vinto dal Nicchio il 18 agosto 2026, insieme al ricordo di una vicenda familiare legata alla storia della Contrada.