Internazionale

Welcome to Tijuana: la nazionale dell’Iran ai Mondiali “esiliata” in Messico dagli USA

Ma c'è di più: i calciatori iraniani potranno entrare negli Stati Uniti appena un giorno prima delle partite, per poi tornare in Messico immediatamente dopo

Welcome to Tijuana: la nazionale dell’Iran ai Mondiali “esiliata” in Messico dagli USA

Giovedì 11 giugno 2026 avranno inizio i Mondiali di calcio FIFA che quest’anno si disputeranno tra Messico, Canada e Stati Uniti. La prima partita della Coppa del Mondo sarà quella tra Messico e Sudafrica, in programma alle 21. Da lì in poi si svolgeranno i 72 match dei dodici gironi, dalla A alla L, che dureranno fino al 28 giugno, quando poi inizierà la fase a eliminazione diretta, che porterà alla finale del 19 luglio 2026.

Un Mondiale storico, il primo con 48 nazionali ai nastri di partenza. Una circostanza che lascia ancor di più l’amaro in bocca se si pensa al fatto che l’Italia, per la terza volta consecutiva negli ultimi otto anni, non si sia qualificata. Ma al di là dell’eccezionalità numerica, la Coppa del Mondo americana passerà sicuramente alla storia come un evento sportivo che si è disputato nel mezzo delle tensioni geopolitiche internazionali, prima tra tutte quella tra Stati Uniti e Iran, impegnate nel conflitto in Medio Oriente.

Iran “esiliato” in Messico: protocollo rigido per entrare in USA

Un contesto che, riferito al lato prettamente sportivo, sta creando non pochi problemi alla nazionale iraniana, le cui partite del girone G (con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda) dovranno essere giocate proprio in territorio statunitense:

  • 14 giugno: Iran-Nuova Zelanda a Inglewood (California)
  • 21 giugno: Belgio-Iran a Inglewood (California)
  • 27 giugno: Egitto-Iran a Seattle (Washington)

In un clima che sarà certamente teso nei giorni delle partite, a complicare le cose ci hanno pensato proprio gli Stati Uniti.

Non solo la federazione dell’Iran è stata “esiliata” a Tijuana, città messicana al confine con la California, dove si trova la sede del suo ritiro per i Mondiali, ma dovrà rispettare un rigido protocollo che gli permetterà, con un visto lampo, di entrare negli USA appena un giorno prima dei match, per poi tornare in Messico immediatamente dopo il fischio finale degli incontri.

Oltre a ciò, per una quindicina di membri dello staff della nazionale è già andata peggio, considerato che la richiesta di visto per gli Stati Uniti è stata respinta.

Domenica 7 giugno 2026, l’Iran è arrivato in Messico, in un aeroporto sorvegliato da moltissimi militari della Guardia Nazionale messicana. Il pullman dei calciatori è stato poi scortato dai soldati verso la sede del ritiro e del campo di allenamento.

“Saremmo dovuti arrivare la settimana scorsa perché un fuso orario di 12 ore richiede due settimane di acclimatamento – ha dichiarato il commissario tecnico Amir Ghalenoei al suo arrivo all’aeroporto di Tijuana – Normalmente in queste competizioni, prima delle questioni tecniche, devono essere rispettate le considerazioni etiche e umane, e questo non è avvenuto nel nostro caso“.

Insomma, una situazione già al limite in partenza, che potrebbe anche degenerare se le istanze extra-sportive legate alla guerra prenderanno il sopravvento. Di certo, per i calciatori e per lo staff dell’Iran non sarà semplice gestire il livello di stress e di tensione, mettendo in campo il 110% della loro tempra mentale ed emotiva per strappare una qualificazione alla fase a eliminazione diretta del Mondiale.

Il presidente della Federazione iraniana, Mehdi Taj, ha infatti usato parole molto dure per descrivere quanto sta accadendo alla sua nazionale:

“Gli Stati Uniti hanno permesso alla nazionale iraniana di entrare nel Paese appena un giorno prima delle partite. Non possiamo prevedere fino a che punto continuerà il sabotaggio statunitense. I governanti americani sono così disprezzati che nessuno vuole andare in quel Paese, ma i Mondiali si tengono lì e dobbiamo andarci. Non sappiamo fino a che punto continuerà il sabotaggio americano“.

Fatti strani di questo mondiale

  • Svizzera: il quartier generale della nazionale elvetica si trova alla San Diego Jewish Academy. I campi di allenamento dei calciatori svizzeri sono circondati da un’area naturale definita “zona serpenti a sonagli velenosi“. Per questo motivo, sia i giocatori e lo staff, sia i tifosi sono stati invitati a non addentrarsi nella vegetazione.
  • Inghilterra: nella serata tra sabato 6 e domenica 7 giugno 2026, a Kansas City, nelle vicinanze della sede del ritiro degli inglesi si è verificata una sparatoria che ha provocato nove feriti. L’episodio è avvenuto a Troost Avenue, che dista sole quattro miglia dallo Swope Soccer Village. Al momento dei fatti, l’Inghilterra non si trovava però in città, ma in Florida dove sta completando la prima parte della preparazione.
  • Allerta fulmini: proprio come accaduto lo scorso anno durante il Mondiale per Club, anche per la competizione per nazionali varrà la regola sull’allerta fulmini. Un protocollo relativo solo agli Stati Uniti, che impone la sospensione delle partite qualora il cielo cominciasse a lanciare tuoni e saette nel raggio di dieci miglia dallo stadio in cui si sta giocando.