Sotto la pioggia di Marietta, alle porte di Atlanta, Fabio Cannavaro prepara uno dei momenti più importanti della sua carriera da allenatore. Il campione del mondo del 2006 è pronto a debuttare sulla panchina dell’Uzbekistan nel Mondiale americano, portando con sé un gruppo di collaboratori quasi interamente italiano.
L’obiettivo è chiaro: non tanto compiere un’impresa impossibile, quanto dimostrare che la qualificazione a questa Coppa del Mondo non è stata un caso.
Un pezzo d’Italia accompagna Cannavaro
Attorno all’ex capitano della Nazionale italiana si è formato uno staff profondamente azzurro.
A partire dal vice allenatore Francesco Troise, passando per il fratello Paolo Cannavaro, fino ad arrivare a Rolando Bianchi, Antonio Chimenti, Andrea Aliboni, Eugenio Albarella, Mario Rotondale, Simone Sigillo e il professor Enrico Castellacci.
Tra i presenti c’è anche Aldo Esposito, fisioterapista che fece parte dello storico gruppo campione del mondo nel 2006.
Una squadra nella squadra, costruita per mettere a disposizione esperienza e competenze al servizio della crescita del calcio uzbeko.
Khusanov e Shomurodov guidano le speranze dell’Uzbekistan
La qualificazione mondiale è arrivata grazie al netto 3-0 rifilato al Qatar e la nazionale asiatica vuole ora giocarsi le proprie carte.
Il nome di maggior prestigio è quello di Abdukodir Khusanov, difensore del Manchester City e protagonista dell’ultima stagione inglese.
In attacco, invece, il riferimento principale resta Eldor Shomurodov, ben conosciuto dal pubblico italiano per le sue esperienze con Genoa, Roma, Spezia e Cagliari.
Con 44 gol in 92 presenze è il miglior marcatore della storia della nazionale uzbeka, ma una rete al Mondiale avrebbe un sapore completamente diverso.
La carriera di Cannavaro tra sfide e ripartenze
Quella sulla panchina dell’Uzbekistan rappresenta l’ennesima tappa di un percorso professionale costruito lontano dalle comodità.
Cannavaro ha allenato in Cina, Arabia Saudita, Croazia e Italia, raccogliendo soddisfazioni e qualche delusione inattesa.
Tra le imprese più significative resta la salvezza conquistata con l’Udinese nel 2024, seguita però da una mancata conferma che fece discutere.
Oggi si rimette in gioco su uno dei palcoscenici più importanti del calcio mondiale.
Ghana-Panama, sfida decisiva con il caso Partey sullo sfondo
Nel gruppo trova spazio anche una partita già pesantissima per il futuro delle due nazionali: Ghana e Panama si affrontano a Toronto in una sorta di spareggio anticipato per la qualificazione.
La vigilia è stata però segnata dall’assenza di Thomas Partey.
Le autorità canadesi hanno negato il visto al centrocampista del Villarreal, coinvolto in un procedimento giudiziario nel Regno Unito.
Il calciatore è chiamato a rispondere di sette accuse di stupro e una di violenza sessuale, relative a episodi che sarebbero avvenuti tra il 2020 e il 2022 a Londra. Il processo è previsto nel 2027 e, come in ogni procedimento giudiziario, vale il principio della presunzione d’innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Queiroz contro Christiansen, esperienza contro ambizione
Il Ghana si affida all’esperienza di Carlos Queiroz, 73 anni e alla quinta partecipazione mondiale consecutiva da commissario tecnico.
Panama, invece, prosegue il proprio percorso di crescita sotto la guida di Thomas Christiansen, ex calciatore cresciuto nel Barcellona di Johan Cruijff.
Per entrambe le squadre il margine d’errore è già ridottissimo: una vittoria può spalancare le porte degli ottavi di finale, una sconfitta rischia invece di compromettere immediatamente il cammino nel torneo.