Nella giornata di martedì 16 giugno 2026, durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles, il deputato europeo Marco Squarta è intervenuto nel dibattito incentrato sulla necessità di garantire l’autonomia finanziaria e produttiva dell’Unione europea. Il rappresentante del gruppo ECR e di Fratelli d’Italia ha criticato l’approccio normativo finora adottato dagli organi comunitari, sollecitando un cambio di rotta per tutelare il tessuto produttivo.
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Il focus su famiglie, lavoratori e tessuto produttivo
Nel corso del suo discorso dinanzi all’emiciclo, l’esponente politico ha voluto ricondurre la discussione a fattori concreti, legati direttamente alla vita dei cittadini e delle realtà produttive continentali.
“Quando parliamo di indipendenza economica europea non stiamo discutendo soltanto di parametri, regolamenti o statistiche. Stiamo parlando delle imprese che ogni giorno producono ricchezza, dei lavoratori che chiedono certezze per il proprio futuro e delle famiglie che subiscono le conseguenze delle scelte economiche adottate a Bruxelles”.
La critica alle politiche comunitarie e alla perdita di competitività
L’analisi dell’europarlamentare si è poi concentrata sul divario causato dalle normative europee nei confronti dei principali concorrenti globali, evidenziando un eccesso di oneri burocratici e finanziari che ha frenato lo sviluppo interno.
“Per troppo tempo l’Europa ha chiesto sacrifici a chi produce senza garantire condizioni realmente competitive rispetto ai grandi attori economici globali. Mentre in altre aree del mondo si investiva per rafforzare l’industria e sostenere la crescita, in Europa si sono spesso moltiplicati obblighi e costi che hanno pesato sulle imprese e sui lavoratori”, ha affermato il politico.
I pilastri per la sovranità industriale ed energetica
Per superare la subordinazione dai mercati esteri, Squarta ha indicato come priorità assoluta il rilancio degli investimenti interni nei settori chiave della tecnologia, delle materie prime e delle risorse energetiche.
Secondo il parlamentare, la vera indipendenza economica non può essere raggiunta attraverso una crescente dipendenza dall’esterno per materie prime, energia, tecnologia e produzioni strategiche. “Dobbiamo tornare a produrre di più, investire di più e credere di più nelle nostre imprese. Senza industria non c’è benessere, senza energia non c’è libertà e senza competitività non c’è futuro”, ha dichiarato.
“L’Europa non deve insegnare ai cittadini come vivere o come lavorare. Deve piuttosto creare le condizioni affinché imprese, lavoratori e famiglie possano costruire il proprio futuro con fiducia, libertà e opportunità. Questa è la vera indipendenza economica che dobbiamo perseguire”, ha concluso l’esponente di Fratelli d’Italia.