Torrente Orco a singhiozzo: l’instabilità della portata idrica minaccia l’agricoltura del Canavese

Di fronte al protrarsi di questa emergenza, la complessa questione gestionale è approdata formalmente a piazza Castello a Torino.

Torrente Orco a singhiozzo: l’instabilità della portata idrica minaccia l’agricoltura del Canavese

Torrente Orco a singhiozzo: l’instabilità della portata idrica minaccia l’agricoltura del Canavese.

Torrente Orco

Forti oscillazioni giornaliere dei livelli idrici bloccano la programmazione dei canali. Il comparto agricolo e l’ecosistema fluviale rischiano il collasso nella stagione di massimo fabbisogno.

Il comparto agricolo del Canavese si trova nuovamente a fare i conti con un’anomalia gestionale e ambientale che rischia di compromettere irreparabilmente la stagione irrigua in corso. Al centro delle preoccupazioni c’è il Torrente Orco, un’arteria fluviale vitale per l’economia e la biodiversità del territorio piemontese, che da settimane manifesta un andamento idrico profondamente instabile, caratterizzato da repentine e inspiegabili oscillazioni della portata nell’arco della stessa giornata.

Questa situazione di incertezza cronica sta esasperando i Consorzi irrigui e le aziende agricole della zona. Senza un flusso d’acqua stabile e prevedibile, risulta infatti impossibile pianificare i turni di bagnatura nei canali e distribuire la risorsa in modo efficiente alle colture proprio nei mesi di maggiore necessità vegetativa, compromettendo la produttività e la stessa sostenibilità economica delle imprese.

L’impatto sul comparto agricolo e sull’ecosistema fluviale

Le continue variazioni dei livelli d’acqua non rappresentano soltanto un ostacolo logistico per i consorzi, ma aggravano la vulnerabilità di un settore già fortemente provato dagli effetti dei cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione.

Parallelamente al danno economico, il fenomeno sta provocando una seria criticità ambientale: gli sbalzi repentini di portata compromettono il mantenimento del Deflusso Ecologico minimo, mettendo a immediato rischio la sopravvivenza della fauna ittica e l’equilibrio dei pochi habitat naturali rimasti lungo il torrente.

Una criticità strutturale che si ripete

Le anomalie riscontrate in questo inizio di stagione non costituiscono un episodio isolato. Già nel corso del 2025 i Consorzi irrigui avevano denunciato dinamiche analoghe, evidenziando come i picchi negativi e positivi registrati nelle ventiquattr’ore impedissero una corretta linearità delle derivazioni. Il ripresentarsi del problema fa emergere la necessità di fare immediata chiarezza sulle cause tecniche di tali sbalzi, valutando attentamente se le operazioni e i rilasci derivanti dagli impianti che insistono sull’alveo dell’Orco stiano interferendo negativamente con i cicli naturali e con le attività umane del territorio.

La richiesta di un tavolo tecnico in Regione Piemonte

Di fronte al protrarsi di questa emergenza, la complessa questione gestionale è approdata formalmente a piazza Castello a Torino. L’obiettivo è spingere la Giunta regionale a verificare con urgenza le cause delle anomalie segnalate dai Consorzi irrigui e ad assumere provvedimenti immediati. La priorità assoluta per il territorio resta quella di garantire continuità nell’approvvigionamento e ripristinare condizioni certe e affidabili per i lavoratori della terra.

A farsi carico istituzionale di queste istanze è stato il consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), il quale ha depositato un’interrogazione a risposta immediata (question time) rivolta alla Giunta. Il consigliere ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati per porre fine a questa gestione frammentata e coordinare la risorsa idrica in modo stabile, sottolineando che “difendere l’acqua destinata all’irrigazione e tutelare l’ambiente significa proteggere il patrimonio economico e il futuro stesso del Canavese”.