S.Ilario, raffica di tentativi di furto negli ultimi giorni. Gli abitanti non ne possono più: “Siamo Cittadini di Serie C”

Gli ultimi giorni hanno fatto emergere ancora una volta la fragilità della parte alta della località: infatti, abitanti di Crosino di Ginnaro a Levante, Via Fontanino, Via Poggetto e Via dei Tre son stati oggetto di tentativi di furto, alimentando la preoccupazione di una comunità che da anni denuncia isolamento, difficoltà di accesso e una crescente sensazione di abbandono.

S.Ilario, raffica di tentativi di furto negli ultimi giorni. Gli abitanti non ne possono più: “Siamo Cittadini di Serie C”

Sant’Ilario, sulle alture di Nervi, è sotto assedio.

Parliamo della parte alta del paese, dove in queste ultime settimane i tentativi di furto hanno riacceso l’allarme di una comunità che si sente spesso dimenticata.

Gli ultimi tre giorni, da venerdi a domenica, hanno fatto emergere ancora una volta la fragilità della parte alta della località: infatti, abitanti di Crosino di Ginnaro a Levante, Via Fontanino, Via Poggetto e Via dei Tre son stati oggetto di tentativi di furto, alimentando la preoccupazione di una comunità che da anni denuncia isolamento, difficoltà di accesso e una crescente sensazione di abbandono.

“Per gli abitanti del borgo storico – esordisce Marco Marsano, Vice Presidente del Comitato Viabilità S.Ilario (nella foto) – questi episodi rappresentano l’ennesimo segnale di una situazione che si trascina da troppo tempo. Un territorio caratterizzato da abitazioni sparse sulla collina, accessi esclusivamente pedonali in molte aree e una presenza umana sempre più ridotta diventa inevitabilmente più vulnerabile. E quando si verificano episodi che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine, dei soccorritori o dei Vigili del Fuoco  riemerge una questione irrisolta da oltre un secolo: la mancanza di una viabilità adeguata per la parte alta del paese”.

Si sta parlando per chiarezza non della Sant’Ilario delle ville panoramiche, delle proprietà raggiungibili in automobile, dei garage e delle residenze affacciate sul mare. Quella realtà, oggi spesso identificata con il nome stesso del borgo, rappresenta soltanto una parte del territorio.

“Qui stiamo parlando di Sant’Ilario Alta – ha continuato Marco Marsanoil nucleo storico originario, sviluppatosi lungo la collina tra creuze, scalinate, fasce coltivate e antichi percorsi rurali. Un borgo che continua a essere abitato da famiglie che hanno scelto di restare nonostante difficoltà che nel resto della città sembrano appartenere al passato. La storia stessa di Sant’Ilario racconta quanto il tema dell’accessibilità sia antico. Per secoli l’unica viabilità disponibile fu quella costituita dalle tradizionali creuze liguri e dai sentieri percorsi a piedi o a cavallo”.

Per la cronaca, la prima vera svolta arrivò nel 1882, quando il Comune autonomo di Sant’Ilario Ligure – che all’epoca non faceva ancora parte del Comune di Genovacompletò la realizzazione della strada carrozzabile oggi conosciuta come via Sant’Ilario. L’opera consentì finalmente di collegare il borgo alla sottostante stazione ferroviaria e alla viabilità costiera, rompendo un isolamento che si era protratto per secoli.

E proprio da quel periodo Bernardo Marsano, importante commerciante e filantropo originario di Sant’Ilario, fu il fondatore della Regia Scuola Pratica di Agricoltura, istituita nel 1882 grazie a un suo lascito e oggi conosciuta come Istituto Agrario “Bernardo Marsano”.

Il suo contributo alla viabilità fu significativo, e per collegare il nuovo Istituto Agrario alla strada comunale appena completata, Marsano fece infatti realizzare a proprie spese una diramazione privata che dalla zona della Chiesa conduceva ai terreni della scuola. La strada pubblica principale fu invece un’opera del Comune di Sant’Ilario Ligure.

Per ciò che riguarda la parte alta del paese invece rimase comunque priva di accesso carrabile. Non sorprende quindi che già nel 1919 fossero stati avviati i primi ragionamenti istituzionali per estendere la viabilità verso le zone più alte della collina.

Oggi, a oltre un secolo di distanza, quel problema continua a essere sostanzialmente irrisolto.

Secondo il Comitato per la Viabilità di Sant’Ilario, la mancanza di una strada adeguata non rappresenta soltanto un disagio logistico, ma una vera e propria questione di dignità civile. Le difficoltà riguardano l’accesso ai servizi, la gestione delle emergenze, la manutenzione delle abitazioni e, più in generale, la possibilità stessa di continuare a vivere stabilmente nel borgo.

Quando si verificano emergenze sanitarie, interventi dei Vigili del Fuoco o operazioni delle forze dell’ordine, l’accessibilità limitata della zona continua a rappresentare una criticità concreta. A ciò si aggiungono tutte le difficoltà della vita quotidiana che derivano dall’assenza di collegamenti adeguati.

“Detto questo – stigmatizza Marsanoil paese storico continua a perdere abitanti. Molte abitazioni vengono progressivamente abbandonate, i terreni agricoli restano incolti e il territorio si impoverisce. I cinghiali sono ormai una presenza costante e causano danni frequenti a coltivazioni, orti e proprietà private. Dove diminuisce la presenza dell’uomo aumenta inevitabilmente il degrado, e dove aumenta il degrado diventa sempre più difficile mantenere viva una comunità”.

C’è da dire che il “Comitato per la Viabilità” rappresenta da anni il principale punto di riferimento per i residenti. Attraverso incontri, segnalazioni e iniziative pubbliche, il Comitato continua a mantenere alta l’attenzione su una questione che rischia di essere dimenticata nonostante riguardi direttamente il futuro del borgo storico.

“Ci sentiamo trattati come cittadini di serie C” – afferma Marco MarsanoNon chiediamo privilegi e non chiediamo opere straordinarie. Chiediamo semplicemente che una comunità storica possa vivere con la stessa dignità garantita al resto della città. Chiediamo accessibilità, sicurezza e la possibilità di continuare a mantenere vivo questo territorio.”

-E le istituzioni?

Da decenni lanciamo un grido d’aiuto, eppure gli enti locali che si sono succeduti nel tempo, senza alcuna differenza di colore politico, si sono dimostrati sostanzialmente sordi. Si parla di tutela del paesaggio, di valorizzazione dei borghi storici e di difesa del territorio, ma il primo patrimonio da salvaguardare sono le persone che quei territori li abitano ogni giorno.”

Per il Comitato il rischio è ormai evidente: Sant’Ilario Alta potrebbe scomparire lentamente non a causa di un singolo evento, ma per effetto dell’abbandono progressivo, dello spopolamento e della mancanza di decisioni concrete.

I tentativi di furto segnalati negli ultimi giorni rappresentano soltanto l’ultimo campanello d’allarme. Dietro la cronaca c’è una questione ben più profonda: il destino di una comunità che da oltre un secolo attende risposte e che continua a chiedere una sola cosa alle istituzioni.

“Non vogliamo privilegi – conclude Marco Marsano –  ma il diritto di avere un futuro!”.