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Dopo una vita al Coni, tocca a Malagò ora risollevare le sorti del calcio italiano

Cosa dovrebbe fare l'eminenza grigia dello sport tricolore, dopo il terzo mondiale senza azzurri

Dopo una vita al Coni, tocca a Malagò ora risollevare le sorti del calcio italiano

Qualcuno si è già lasciato andare a battutine sarcastiche parlando ironicamente (e forse anche con qualche scetticismo) di “nuovo” che avanza.

Ad altri è sembrata la soluzione più logica e naturale dopo una carriera di successi, affidargli un compito che al momento sembra prospettare più grattacapi e difficoltà che soddisfazioni.

Fatto sta che dopo una vita al Coni (non senza qualche polemica per il numero dei suoi mandati e la scadenza proprio a ridosso delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina), tocca ora a Giovanni Malagò ora risollevare le sorti del calcio italiano.

Figc, tocca a Malagò, la rinascita del calcio parte dall’uomo “forte” del Coni (voluto dai club di A)

Con il sostegno di Lega Serie A, Lega Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori, l’ex presidente del Coni è stato eletto alla guida della Figc con il 68,58% dei voti.

Succede a Gabriele Gravina, che aveva lasciato l’incarico due mesi prima in seguito alla pesante delusione per la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia nello spareggio valido per l’accesso alla Coppa del Mondo.

Il vertice del calcio italiano torna così a essere affidato a un dirigente sostenuto principalmente dai club della massima serie.

Al riguardo, significativo il commento del presidente dell’Inter, Beppe Marotta:

“Era dal 2001 che la Serie A non esprimeva un proprio candidato”.

Malagò è stato sostenuto anche dai club di Serie B, dagli allenatori e dai giocatori, mentre la Lega Dilettanti si era orientata verso un’altra “vecchia conoscenza”, Giancarlo Abete che ha ottenuto poco meno del 30% di voti.

La difficile strada verso la rinascita del nostro calcio

Resta da capire se l’ampia maggioranza raccolta in fase elettorale riuscirà a tradursi in una reale condivisione delle future riforme.

Sul piano sportivo, l’attenzione è concentrata soprattutto sul progetto tecnico della Nazionale, che prevede l’introduzione di un direttore tecnico a capo di Club Italia e la scelta del prossimo commissario tecnico.

Il neo presidente ha spiegato di non aver ancora avviato contatti in merito, preferendo iniziare dall’analisi della situazione economica della federazione.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della coesione interna, la definizione di una chiara strategia tecnica e il recupero del dialogo con il mondo politico.

Il Ministro dello Sport Andrea Abodi

A questo proposito è già previsto un incontro con il ministro allo Sport Andrea Abodi, con il quale vi è stato un primo colloquio telefonico subito dopo l’elezione.

Tendenza da invertire, la “maledizione” dei Mondiali

L’auspicio è che anche il calcio italiano possa tornare competitivo a livello internazionale e interrompere la serie di mancate qualificazioni mondiali.

L’assenza dell’Italia dalla rassegna iridata del 2026 continua infatti a rappresentare una ferita aperta per tutto il movimento.

Perché è ormai da tre edizioni (12 anni) che gli Azzurri non prendono parte alla massima competizione iridata.

E’ chiaro però che, oltre a quelle accennate in precedenza, le questioni sul tavolo sono tante: l’attenzione ai vivai dei settori giovanili, la proposta didattica nel calcio delle scuole, impianti adeguati, impianti “open” aperti a tutti, nei quartieri, nelle aree verdi.

Passaggi fondamentale per arginare l’attuale “concorrenza” di tennis e pallavolo, oltre naturalmente di tecnologia e telefonini.

Il commento del neo presidente, chi è, cosa ha fatto

Romano di Roma (ma di origini venete), 67 anni, quella di Malagò è una carriera da dirigente sportivo (oltre che da imprenditore) decisamente al top, mentre è un po’ più controversa la sua vita privata e le sue vicende giudiziarie.

Ha guidato il Comitato Olimpico Nazionale Italiano dal 2013 al 2025 e ha successivamente ricoperto la carica di presidente del Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

In precedenza era stato presidente del Circolo Aniene e del Comitato organizzatore degli Internazionali di Roma di Tennis.

Durante la sua esperienza al Coni, l’Italia ha ottenuto risultati di rilievo nelle Olimpiadi di Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024, dove ha fatto registrare il miglior bottino della propria storia con 40 medaglie complessive.

Record anche per i Giochi invernali di Milano Cortina dove l’Italia ha vinto 30 medaglie (anche se da poco tempo presidente del Coni era Luciano Buonfiglio).

Dopo l’investitura a presidente Figc, Malagò ha commentato:

“Ho sempre avuto un unico e solo scopo: fare grande l’Italia” e voglio farvi sentire orgogliosi di andare insieme verso questa nuova epoca del calcio italiano. Non ho parlato con nessuno. Ci metteremo la testa ma prima devo vedere i bilanci. Chi mi ha sostenuto pensa che quello che sono riuscito a fare si possa ripetere con la Federcalcio”.

E ancora:

“Dobbiamo ricucire il rapporto con la politica, ma io dico con una parte della politica. Noi abbiamo poco tempo, ma la politica ne ha ancora meno, vista la scadenza di questa legislatura…”.

Fumata bianca per il presidente, ma ci sono tanti nodi da sciogliere e problemi da risolvere

Sul rapporto tra calcio e istituzioni sono intervenuti anche diversi dirigenti.

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha osservato come parte della politica abbia preso le distanze dal sistema calcio in questa fase, mentre il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, ha auspicato che una quota delle entrate derivanti dalle scommesse venga destinata allo sviluppo dei settori giovanili.

Tra i dossier più importanti sul tavolo della Figc figura infine l’organizzazione degli Europei del 2032, che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia.

In occasione dell’assemblea federale, il vicepresidente della Uefa Armand Duka ha invitato la federazione a sfruttare l’evento come occasione per modernizzare stadi, impianti e infrastrutture, con l’obiettivo di organizzare una manifestazione all’altezza delle aspettative internazionali.