Mettici una manifestazione di piazza e mettici l’inevitabile la polemica.
Come quella che sta interessando in queste ultime ore il Roma Pride in occasione del quale Mario Adinolfi “alfiere” della famiglia tradizionale, ha annunciato la partecipazione al corte tra le vie della Capitale.
Con un particolare non di poco conto: porterà una bandiera israeliana.
Il Roma Pride, Adinolfi e la bandiera di Israele
Alla vigilia del Roma Pride, Mario Adinolfi ha annunciato sui social la sua intenzione di prendere parte alla manifestazione insieme ad alcuni sostenitori, dichiarando che sfilerà con una bandiera di Israele.

Secondo Adinolfi, la decisione nasce dalla volontà di contestare quella che considera un’esclusione ingiustificata delle realtà ebraiche omosessuali dal corteo.
Nel suo intervento, il giornalista e politico ha accusato gli organizzatori di aver assunto posizioni che giudica ostili nei confronti di Israele e del mondo ebraico:
“Israele, l’unico Stato della regione mediorientale dove un Gay Pride si può tenere in ossequio ai principi democratici, l’unico Stato dove, come in Italia, l’omosessualità non è mai stata reato perché la radice giudaica e cattolica è sinonimo da secoli di assenza di persecuzione della diversità, lo Stato presso cui si rifugiano tradizionalmente migliaia di gay provenienti da Gaza o dalla Cisgiordania”.
Le motivazioni della partecipazione, provocazione o no?
Pur riconoscendo che in passato è stato spesso oggetto di critiche durante manifestazioni legate ai diritti LGBTQ+, Adinolfi ha spiegato di voler partecipare ugualmente, sostenendo che il gesto non debba essere interpretato come una provocazione.
A suo dire, l’obiettivo sarebbe quello di esprimere solidarietà alla comunità ebraica e difendere il diritto alla presenza di simboli israeliani all’interno della manifestazione.
Nel messaggio pubblicato online, Adinolfi ha inoltre evidenziato il ruolo di Israele come democrazia del Medio Oriente e ha sottolineato la situazione delle persone omosessuali in diversi Paesi dell’area, contrapponendola a quella israeliana:
“Le milizie di Hamas i gay li uccidono senza processo, sul modello dei loro protettori iraniani che li impiccano dopo processi farsa. Se c’è una bandiera che al Gay Pride di Roma, nella città dei rastrellamenti dei nazisti al Ghetto, dovrebbe sventolare è quella con la Stella di Davide. È stata vietata e allora la porteremo noi”.
L’esponente politico ha quindi invitato chi condivide la sua posizione a raggiungerlo nel pomeriggio in piazza della Repubblica, portando con sé simboli riconducibili alla tradizione ebraica o bandiere israeliane.
Con una nota ironica finale, ha scherzato su un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva, affermando che sarà comunque facile riconoscerlo durante il corteo.
“Mi riconoscerete: sono il bear del corteo, quello grosso con la barba”.
I precedenti, quella volta a Torino
Non è la prima volta che Adinolfi alza un polverone di polemiche sul Gay Pride.
Era già accaduto e anche recentemente, in seguito al 20° anniversario del Torino Pride tenutosi a inizio giugno con oltre 160mila persone,
Adinolfi era entrato in forte polemica sulle piazze virtuali dei social con la madre di un bambino che reggeva un cartello.
Adinolfi aveva criticato aspramente l’esposizione di minori alla manifestazione, attirandosi le repliche infuocate della madre e di altri utenti.