Da alcuni giorni Iran e Stati Uniti hanno ripreso ad attaccarsi reciprocamente. Da una parte gli USA hanno colpito obiettivi iraniani nei pressi di Hormuz (sistemi di difesa aerea, stazioni di controllo a terra e radar di sorveglianza), dopo che un elicottero AH-64 Apache dell’esercito americano è caduto vicino allo Stretto, con Trump che ha attribuito la responsabilità dell’episodio a Teheran, anche se la dinamica tecnica resta oggetto di accertamenti.
Dall’altra parte, invece, i Guardiani della Rivoluzione dell’Iran hanno rivendicato lanci di missili e droni contro obiettivi collegati alla presenza militare statunitense in Bahrain, Giordania e Kuwait.
Attacchi in sostanza che vanno nel verso opposto rispetto alle trattative in corso per giungere a un cessate il fuoco definitivo, un accordo di pace che vada bene per entrambi i fronti e che serva a sbloccare la situazione di blocco dello Stretto di Hormuz, che ricordiamo essere un crocevia fondamentale per i commerci energetici globali, dato che è da lì che transitano le navi cargo che portano il petrolio dei Paesi arabi nel mondo.
“Iran ci ha messo troppo tempo a negoziare: ora dovranno pagarne il prezzo”
Gli ultimi aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente sembrano quindi non portare buone notizie. A complicare un quadro che è tornato a farsi più teso ci sono poi le recenti dichiarazioni di Donald Trump pubblicate su Truth, il social aperto anni fa dall’attuale Presidente statunitense e che utilizza quotidianamente per condividere anche informazioni relative al conflitto con l’Iran:
“L’esercito iraniano è un disastro totale – ha affermato il Capo della Casa Bianca – Gran parte di esso, come la Marina e l’Aeronautica, non esiste nemmeno più: è stato completamente sconfitto. L’Iran è solo chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto! Ci hanno messo troppo tempo a negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo!“.
Soprattutto quest’ultimo passaggio lascia intendere che il tavolo dei negoziati tra le parti non stia convergendo verso una risoluzione, ragione che sta spazientendo il Presidente statunitense, il quale potrebbe riflettere su nuove offensive contro Teheran. Lo stesso Trump, infatti, intervistato da FOX, ha affermato:
“Vicino all’ordinare nuovi attacchi all’Iran”.
A proposito delle trattative, la CNN, citando una fonte diplomatica, ha riferito che “a seguito di consultazioni con gli Stati Uniti, i negoziatori del Qatar si sono recati a Teheran questa mattina (mercoledì 10 giugno 2026) per incontrare gli iraniani nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti“.
Ma in queste ore, sempre su Truth, Donald Trump si è scagliato contro alcuni organi di stampa che, secondo lui, riportano notizie sull’inefficacia del blocco navale che gli Stati Uniti stanno effettuando nello Stretto di Hormuz contro le navi iraniane.
“I media delle fake news si rifiutano di riportare quanto sia EFFICACE il BLOCCO Navale degli Stati Uniti, il blocco di maggior successo nella storia della guerra navale. NIENTE PASSA se non lo vogliamo. È UN MURO D’ACCIAIO! L’Iran non sta facendo NESSUNA attività commerciale, non paga i suoi militari, né alcuno dei suoi conti, e sta rapidamente diventando una NAZIONE FALLITA! Un sacco di petrolio sta finendo”.
Di fronte a questa nuova escalation e replicando alle minacce di Trump, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha sottolineato:
“Qualsiasi aggressione incontrerà una risposta diretta e decisa”.