Sul fronte Iran-Usa, i negoziati non sono saltati: emissari in viaggio verso la Svizzera nonostante le tensioni in Libano (copertina Daily News Egypt: Witkoff e Araghchi).
AGGIORNAMENTO 16.40 – L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il memorandum di intesa, visto che i combattimenti in Libano continuano, e ha annunciato la chiusura dello stretto di Hormuz. A renderlo noto è stata la televisione di stato che ha citato un comunicato del comando militare. Una delegazione iraniana viaggerà in Svizzera per seguire e chiedere l’attuazione degli impegni della controparte del memorandum con gli Usa e chiarire come intendono rispettarli. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall’agenzia Fars.
L’inviato della Casa Bianca in viaggio verso la Svizzera
Secondo fonti statunitensi citate da Axios, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff è in la Svizzera, mentre Jared Kushner, consigliere e negoziatore dell’amministrazione Trump, si trova già nel Paese.

Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarebbe atteso nelle prossime ore, sebbene la sua partecipazione non sia stata ancora confermata ufficialmente.
I colloqui avrebbero dovuto prendere il via venerdì, ma erano stati rinviati dopo la nuova escalation tra Israele e Hezbollah in Libano, che aveva messo in discussione la tenuta del cessate il fuoco considerato da Teheran una condizione essenziale per proseguire il dialogo con Washington.
Perché i colloqui erano sul punto di “saltare”
Nelle scorse ore diverse fonti diplomatiche avevano descritto il negoziato come a rischio.
Il vicepresidente statunitense JD Vance, inizialmente indicato come capo della delegazione americana, aveva annullato all’ultimo momento la propria partenza per la Svizzera, mentre funzionari iraniani avevano fatto sapere di voler verificare l’effettiva applicazione della tregua prima di sedersi al tavolo.

Nonostante queste difficoltà, la presenza in Svizzera dei principali mediatori regionali lascia intendere che i contatti proseguano.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, considerato uno degli attori chiave della mediazione tra Washington e Teheran, è infatti arrivato nel Paese già venerdì.
Secondo fonti coinvolte nella mediazione, Araghchi avrebbe ribadito ai suoi interlocutori che la stabilizzazione del fronte libanese rappresenta un elemento decisivo per il successo dei negoziati.
In altre parole, il cessate il fuoco non è soltanto una questione regionale, ma una condizione politica che potrebbe determinare il futuro dell’intero processo diplomatico tra Stati Uniti e Iran.
Rimane un nodo: quando partiranno i colloqui?
Al momento non è stata annunciata una data ufficiale per l’avvio dei colloqui.
Tuttavia, il fatto che le delegazioni continuino a convergere sulla Svizzera suggerisce che nessuna delle parti intenda abbandonare il percorso negoziale, nonostante le tensioni ancora presenti sul terreno.
La cautela e i condizionali sono però d’obbligo.
L’evoluzione degli aggiornamenti tra ieri (colloqui saltati) e oggi (i rappresentanti dei due Paesi stanno arrivando in Svizzera) lascia intuire un’intensa attività diplomatica ancora tutta da delineare riguardo i dettagli dei colloqui.