Internazionale

Guerra Iran, nota congiunta dell’Italia con Germania, Francia e Regno Unito: “Riaprire immediatamente Hormuz”

L'Europa pronta a organizzare una missione di sminamento dello stretto

Guerra Iran, nota congiunta dell’Italia con Germania, Francia e Regno Unito: “Riaprire immediatamente Hormuz”

“L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo. Autorizzo pienamente l’apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz – e poi in un altro post – Con l’apertura dello Stretto in seguito alla firma dell’accordo venerdì, ai fini della rimozione delle mine, il petrolio tornerà a scorrere da entrambe le estremità, a beneficio della regione e del mondo!”.

Quando in Italia era già la tarda serata di domenica 14 giugno 2026, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sul suo social Truth l’annuncio che tutto il mondo aspettava da alcuni mesi: è finita la guerra tra USA e Iran, con la firma dell’accordo di pace che si terrà venerdì prossimo, 19 giugno 2026, in Svizzera.

La notizia del cessate il fuoco in Medio Oriente è stata rilanciata anche da Teheran, a conferma che questa volta, a meno di improvvisi inconvenienti, le parti siano giunte a un’intesa definitiva.

Tra i punti più importanti dell’accordo, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso per mesi (tra trattative, minacce, bozze contestate e colpi di scena militari), c’è la riapertura dello stretto di Hormuz, quella fascia di mare che si trova tra la Penisola Arabica e l’Iran, dalla quale transitano le navi che trasportano petrolio in tutto il mondo. La notizia della fine dei vari blocchi navali, quello iraniano e quello statunitense, consentirà una ripresa dei traffici commerciali, provocando un’incidenza positiva sul mercato energetico dei combustibili.

Lo stretto di Hormuz

Nel periodo della guerra tra Iran e USA, la chiusura di Hormuz ha innescato gravi aumenti del prezzo del petrolio, circostanza che di conseguenza, ad esempio, ha portato a un incremento dei prezzi di benzina e diesel alla pompa, che per lungo tempo sono rimasti su cifre attorno ai 2€/l.

Nota congiunta dell’Italia con Germania, Francia e Regno Unito

Nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno 2026, sono arrivate diverse attestazioni pubbliche che hanno accolto con positività la notizia della fine della guerra in Medio Oriente e lo sblocco dello stretto di Hormuz. Tra queste, una delle più rilevanti è stata la dichiarazione congiunta dei leader dell’E4, cioè Italia, Francia, Germania e Regno Unito (in copertina: immagine di Meloni, Starmer, Macron e Merz durante l’incontro dei “volenterosi” del 17 aprile 2026 a Parigi).

“Accogliamo con grande favore l’annuncio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, tra cui Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica. Questo è un momento opportuno per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale. È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo.

La riapertura urgente dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, nel rispetto dei nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento“.

Meloni: "Combattere i dazi interni all'Europa"
Giorgia Meloni

Nelle parole dei quattro leader europei, anche la ferma posizione sull’Iran che non si deve dotare dell’arma nucleare, circostanza che rappresenta uno degli aspetti fondamentali del memorandum di intesa tra Washington e Teheran. In quest’ottica, affinché l’Iran mantenga la sua parola, le forze dell’E4 fanno sapere di essere disposti ad allentare le sanzioni nei suoi confronti.

L’Iran non deve mai acquisire un’arma nucleare. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l’Iran e l’AIEA a tal fine. Siamo disposti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi concreti e verificabili compiuti dall’Iran sul suo programma nucleare.

Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l’Iran e i partner regionali per cogliere questa opportunità, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine. Ribadiamo inoltre il nostro pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano e all’importanza di un cessate il fuoco efficace”.

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