Nome: Angelo. Cognome: Burgio. Voto finale agli esami di Maturità: 100/100. Segni particolari: la carta d’identità riporta 57 anni.
Una promessa lasciata in sospeso
Per la serie non è mai troppo tardi, Angelo Burgio, classe 1969, è tra gli studenti che quest’anno si sono diplomati con il massimo dei voti all’Istituto Settimo Torinese. Una storia, la sua, che dimostra come non sia mai troppo tardi per seguire i propri sogni e per completare quello che nella vita ci sembra di «avere lasciato a metà». «Tutto è partito perché, in origine, avevo lasciato in sospeso qualcosa. A 18 anni, infatti – spiega Burgio -, ho aperto una mia ditta, a partita Iva, e ho dovuto interrompere gli studi. Da quel momento, ho sempre lavorato e procrastinato il completamento degli studi. All’epoca frequentavo la scuola di termoidraulica e mi ero detto che, prima o poi, avrei dovuto prendere il diploma e poi la laurea».
Quindi, per Burgio il diploma conseguito al corso di elettrotecnica e manutenzione «è stato un atto di coerenza con me stesso».
I sacrifici tra lavoro e libri
Una promise mantenuta, insomma, ma non senza sacrifici. «Lavoro come responsabile commerciale, sono spesso in trasferta e non è stato affatto facile conciliare gli studi con il mio impiego. Le mie giornate durano anche 10 o 11 ore. – racconta il neo maturando -. Ho passato i weekend sui libri per cercare di riallinearmi con il programma perché, magari, anche se il corso era serale, non sempre riuscivo a seguire le lezioni in presenza. In questi anni, ho dovuto necessariamente togliere tempo alla famiglia e a tutto il resto, ma è stata una scelta ponderata che ho seguito con soddisfazione. Per questo, devo anche ringraziare tutti i miei insegnanti che sono stati davvero un punto di riferimento, una linea guida, con cui, insieme ai miei compagni, abbiamo organizzato anche alcune uscite ludiche al di fuori delle lezioni scolastiche».
La sorpresa del massimo dei voti
E alla fine, tutti gli sforzi sono stati ripagati non solo con il diploma ma anche con il massimo dei voti. «Sì, è stato un risultato gratificante che, onestamente, non mi aspettavo – afirma -. Ero arrivato con 38 crediti e pensavo di arrivare massimo a 94 centesimi. Vedere il 100 sul tabellone è stato emozionante, così come lo è stato sentirsi allievo e tornare tra i banchi. Anche perché l’ultima volta che sono stato allievo era il lontano 1986».
Il futuro verso l’università
E adesso, raggiunto questo primo traguardo, Burgio ha già in mente il prossimo obiettivo: la laurea. «Sto facendo delle valutazioni, proprio come farebbe un ragazzo di 18 anni. Inizialmente – spiega -, ero partito con l’intento di seguire una facoltà legata alle materie energetiche ma i recenti sviluppi mi proiettano verso l’intelligenza artificiale. Magari con un approccio più filosofico».
Così, lo studente intende proseguire la propria carriera universitaria. E lo fa con la consapevolezza di chi sa che, a qualsiasi età, si possono raggiungere i propri obiettivi. «A casa, dai parenti agli amici, mi dicono che sono un secchione – sorride -. Ma io voglio dire che “si può fare”. Anche se non si hanno più 18 anni. Certo, è sicuramente faticoso. Soprattutto se hai famiglia e dei figli. Ci vuole impegno e tanta perseveranza, ma non è impossibile».