Toscana

Nella scuola calano i posti stabili, aumentano i supplenti

Disabili in crescita: 2.134 iscritti e più cattedre aggiuntive

Alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico, il sistema dell’istruzione in provincia di Pistoia si prepara a fare i conti con una presenza ancora consistente di personale precario. Le principali criticità riguardano sia i docenti sia il personale Ata, con una riduzione dei posti stabili e un aumento degli incarichi temporanei.

Sostegno, crescono gli studenti

Il dato più significativo riguarda gli alunni con disabilità, che passeranno dai 2.070 dello scorso anno scolastico ai 2.134 previsti per quello in partenza. Per garantire il sostegno, l’organico di diritto, cioè la dotazione definita preventivamente dal Ministero, resta fermo a 625 posti.

A crescere è invece l’organico di fatto, composto dai posti aggiuntivi assegnati in una fase successiva sulla base delle necessità rilevate. Per il sostegno si passa da circa 999 posti a 1.081. L’incremento consente di rafforzare l’assistenza e di sostenere i percorsi di inclusione, ma non risolve il problema della continuità didattica: in questa categoria oltre il 60 per cento degli incarichi risulta ancora provvisorio.

Personale Ata, meno posti fissi

La situazione non migliora per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Secondo le stime riferite alla provincia, l’organico di diritto diminuisce complessivamente di 18 posti stabili, considerando assistenti amministrativi e tecnici e collaboratori scolastici. La riduzione più consistente interessa proprio questi ultimi profili.

Parallelamente, l’organico di fatto aumenta di 27 unità, passando da 82 a 109 posti. Il saldo positivo delle supplenze non rappresenta però un rafforzamento strutturale: indica piuttosto il ricorso a personale precario per coprire esigenze che non trovano una risposta nell’organico permanente.

Il quadro viene letto con preoccupazione anche alla luce del cambiamento intervenuto nel carico di lavoro. Negli ultimi anni sono aumentati gli adempimenti amministrativi e tecnici, le attività richieste ai collaboratori scolastici e le responsabilità dei direttori dei servizi generali e amministrativi. A queste figure spettano il coordinamento del personale Ata, la regolarità contabile e amministrativa e il supporto al dirigente nella gestione dell’istituzione scolastica.

La combinazione tra maggiori esigenze, riduzione dei posti stabili e crescita delle supplenze alimenta quindi l’incertezza per lavoratori e docenti. Il possibile effetto riguarda anche la qualità del servizio e dell’insegnamento, soprattutto in un contesto nel quale aumenta il numero degli studenti che necessitano di sostegno. Per il comparto scolastico provinciale si conferma così una situazione di difficoltà già segnalata nei giorni precedenti.