Alla scuola primaria Manzi di Montemurlo la lingua dei segni italiana è diventata parte della quotidianità didattica. Il progetto Lis, avviato per rispondere alle esigenze di due bambini sordi, prosegue coinvolgendo le classi, gli insegnanti e l’intera comunità scolastica.
L’iniziativa è partita nell’anno scolastico 2020/2021 alla scuola dell’infanzia e ha seguito la crescita dei due alunni nel passaggio alla primaria. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è accompagnare il percorso fino alla quinta classe. Nel frattempo, l’apprendimento dei segni ha superato il sostegno individuale ed è diventato uno strumento condiviso dai compagni.
Una lingua per imparare e comunicare
In occasione della ripresa delle lezioni, il sindaco Simone Calamai e l’assessore alla pubblica istruzione Antonella Baiano hanno incontrato gli alunni della quarta C della primaria Manzi. In classe era presente anche Irma Monetti, interprete della cooperativa L’Elfo, che da anni affianca i bambini nel progetto.
Le attività cominciano dall’alfabeto manuale, con l’apprendimento delle lettere e delle prime parole, per poi entrare nelle lezioni e nelle situazioni di ogni giorno. La Lis consente agli alunni di esprimersi e di seguire i contenuti attraverso una modalità visiva e gestuale, utile non soltanto ai bambini sordi ma anche ai compagni udenti.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione, i segni possono aiutare a fissare concetti astratti e a renderli più facili da ricordare. In classi caratterizzate dalla presenza di lingue e culture diverse, inoltre, la comunicazione non verbale può offrire un terreno comune e favorire le relazioni tra gli alunni.
Il coinvolgimento di docenti e istituti
Il progetto interessa anche la formazione del personale. Gli insegnanti hanno chiesto di acquisire competenze sulla lingua dei segni per poterla utilizzare nella didattica e accompagnare in modo più efficace le esigenze degli studenti. Il percorso coinvolge anche la primaria Anna Frank di Oste, oltre alla Manzi di Montemurlo.
Baiano ha definito l’esperienza un percorso di crescita per tutta la comunità scolastica, mentre Elena Ciabatti, vice preside dell’istituto comprensivo Margherita Hack, ha sottolineato l’evoluzione dell’iniziativa, passata dal sostegno a due alunni al coinvolgimento di intere classi e dei docenti. Il Comune finanzia il progetto con risorse proprie e punta a garantirne la prosecuzione fino alla conclusione della primaria.
Nel corso degli anni, un intervento nato per affrontare una specifica esigenza educativa è diventato così un’esperienza collettiva. L’insegnamento della Lis affianca le attività ordinarie e propone agli alunni un modo ulteriore per apprendere, comunicare e costruire relazioni all’interno della classe.