Toscana

West Nile, caso grave trattato a Pisa: il paziente migliora

L’infezione, contratta durante un soggiorno in Toscana, ha provocato un’encefalite. Restano monitorate le arbovirosi

Un caso grave di West Nile è stato trattato all’ospedale di Pisa, nel reparto di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. La persona, ricoverata alcuni giorni fa, ha sviluppato un’encefalite, una seria infiammazione del tessuto cerebrale, ma le sue condizioni sarebbero ora in miglioramento e il percorso clinico è orientato verso la guarigione.

Secondo quanto ricostruito, il paziente aveva soggiornato a Donoratico, nel territorio toscano, dove avrebbe contratto l’infezione. Non sarebbe originario della zona, ma il contagio viene considerato autoctono, cioè avvenuto in Toscana e non riconducibile a un’infezione importata dall’estero. Il caso ha mantenuto alta l’attenzione delle autorità sanitarie sulle arbovirosi, le malattie trasmesse dalle zanzare.

Disinfestazione dopo un caso di Chikungunya

Nel frattempo, nelle ore precedenti, era stata eseguita una disinfestazione a Cascina in seguito a un caso di Chikungunya. La persona coinvolta vive nel comune cascinese e aveva soggiornato anche in via Archimede Bellatalla, a Pisa, oltre che in alcuni edifici degli ospedali di Santa Chiara e Cisanello. Gli interventi hanno interessato gli ambienti indicati per ridurre il rischio di ulteriore trasmissione.

Il West Nile virus viene trasmesso all’uomo e agli animali dalla puntura di zanzare infette del genere Culex, la zanzara comune più attiva dal tramonto all’alba e nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno. Il virus fu isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, dal sangue di una donna con febbre proveniente dal distretto di West Nile, da cui deriva la denominazione.

Secondo le informazioni riportate dal Ministero della Salute, il virus è oggi presente in diverse aree del mondo, tra cui Africa, Medio Oriente, Americhe, Asia occidentale, Oceania ed Europa. La maggior parte delle infezioni nell’uomo non provoca sintomi, mentre le manifestazioni più gravi interessano in media meno dell’1% delle persone infette, soprattutto anziani e soggetti fragili.

L’attenzione resta alta anche alla luce di un decesso registrato a Collegno, nel Torinese, dove una donna di 85 anni è morta dopo aver contratto il West Nile. Restano da chiarire il peso e le modalità con cui le malattie croniche di cui soffriva possano avere inciso sull’evoluzione della sua condizione.