Lombardia

Visite ed esami prenotabili anche alle Poste: il progetto della Lombardia per gestire le liste d’attesa

Lo ha dichiarato Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare: "Prime sperimentazioni durante l'estate. Sistema a punto entro fine 2026"

Visite ed esami prenotabili anche alle Poste: il progetto della Lombardia per gestire le liste d’attesa

Visite specialistiche ed esami diagnostici potranno essere prenotati anche negli uffici postali in Lombardia. È una delle novità annunciate dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante una seduta della Commissione Sanità dedicata al punto sulle liste d’attesa e alla realizzazione del nuovo Centro unico di prenotazione regionale.

L’obiettivo è completare entro la fine del 2026 la riforma del cosiddetto “superCup”, il sistema unico che dovrà integrare progressivamente tutte le strutture pubbliche e private accreditate che operano nel servizio sanitario regionale.

La prenotazione agli sportelli postali, già sperimentata in Calabria con un costo di due euro per procedura, in Lombardia sarà gratuita secondo quanto assicurato dalla Regione.

Accordo con Poste

L’intesa con Poste Italiane, il cui contributo sarà tecnologico e informatico, è già in una fase avanzata e le prime sperimentazioni potrebbero partire già durante l’estate.

Uno degli obiettivi è ottenere una fotografia più precisa delle richieste sanitarie giornaliere, superando le attuali criticità legate ai tempi di elaborazione delle prescrizioni dematerializzate.

La Regione punta così a migliorare la programmazione degli appuntamenti, calibrare il fabbisogno reale di visite ed esami e rafforzare il lavoro della cabina di regia sulle liste d’attesa introdotta a febbraio.

Secondo l’assessore, i primi effetti organizzativi avrebbero già prodotto miglioramenti nella gestione delle attese.

Il nuovo Cup

Il progetto prevede la creazione di un Centro unico di prenotazione realmente integrato per tutte le prestazioni erogate attraverso il Servizio sanitario nazionale.

Attualmente risultano già collegate al sistema 17 strutture pubbliche e 9 private accreditate, per una copertura del 58% delle attività complessive.

Tra le prossime realtà che entreranno nella piattaforma figura l’Asst Sette Laghi, indicata come una delle situazioni più complesse da integrare.

Per il settore pubblico il percorso dovrebbe completarsi entro ottobre, con l’ingresso finale del San Gerardo di Monza. Per il comparto privato il cronoprogramma si estenderà invece fino a dicembre.

L’ingresso dei privati

Tra le principali strutture destinate a entrare progressivamente nel sistema figurano il Cdi, il Gruppo San Donato con la clinica San Siro, il Galeazzi, Palazzo della Salute e gli Istituti Zucchi.

Successivamente è previsto anche l’ingresso delle strutture della Don Gnocchi e di Humanitas, compreso il polo di Rozzano.

Nella fase conclusiva entreranno inoltre Multimedica, Maugeri, Auxologico, oltre a Ieo e Monzino.

Secondo il direttore Welfare della Regione Lombardia Mario Melazzini, il calendario delle adesioni dovrebbe completarsi tra estate e fine anno.

Bertolaso ha inoltre richiamato il sostegno espresso dal presidente di Aiop Lombardia Michele Nicchio, evidenziando come il sistema stia procedendo con la collaborazione delle strutture private.

Obiettivo inizio 2027

La Lombardia punta a diventare la prima Regione ad applicare integralmente il nuovo modello organizzativo previsto dalla normativa nazionale.

Facciamo errori e rimediamo”, ha osservato Bertolaso, definendo la Lombardia una sorta di territorio apripista nella sperimentazione del sistema.

L’obiettivo indicato dalla Regione è arrivare all’inizio del 2027 con una piattaforma pienamente operativa, capace di garantire prenotazioni più rapide e una gestione più efficiente delle liste d’attesa.

Tra gli strumenti destinati a rimanere attivi ci sarà anche il call center, mentre il canale online dovrà evolversi fino a diventare il principale punto di accesso per cittadini e pazienti.

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