Il 6 ottobre 2026 l’Università di Modena e Reggio Emilia ha presentato CETAMP, il Centro di Tecnologie e Terapie Avanzate per la Medicina di Precisione. L’iniziativa è stata illustrata a Roma, alla Camera dei Deputati, durante l’evento HEAL Italia 2036, dedicato alla strategia nazionale per la medicina predittiva e di precisione. A presentare il progetto è stato Massimo Dominici, ordinario di Oncologia di Unimore.
Un hub tra ricerca e applicazione clinica
Il Centro nasce con l’obiettivo di organizzare in modo integrato competenze e strumenti oggi distribuiti in diversi Dipartimenti dell’Ateneo. La medicina di precisione si basa sull’utilizzo di informazioni molecolari, cliniche e digitali per sviluppare percorsi diagnostici e terapeutici più mirati. CETAMP si propone quindi di collegare attività di ricerca, tecnologie avanzate e applicazione clinica, valorizzando anche l’esperienza maturata da Unimore nel progetto PNRR HEAL Italia, di cui l’università è tra i soci fondatori.
La costituzione del Centro è stata promossa da Massimo Dominici e Carlo Bortolotti, professore associato di Chimica Fisica. Il progetto coinvolgerà competenze provenienti da sette Dipartimenti Unimore, in collaborazione con le strutture sanitarie del territorio e con la rete nazionale di HEAL Italia. Secondo la rettrice Rita Cucchiara, l’iniziativa consentirà di mettere a sistema conoscenze maturate nei campi della medicina, della biologia, della chimica, della fisica, dell’ingegneria e della scienza dei dati.
Le aree di intervento
Il programma di CETAMP si svilupperà lungo tre aree principali: le tecnologie diagnostiche per la medicina di precisione, le terapie mediche e chirurgiche avanzate e gli approcci personalizzati alle malattie rare e fibro-infiammatorie. Tra gli strumenti e gli ambiti di ricerca indicati figurano genomica, biosensori, biopsia liquida, intelligenza artificiale, modelli tridimensionali, bioprinting, terapie cellulari e geniche, nanomedicine e robotica avanzata.
La fase operativa prenderà avvio nei prossimi mesi con l’aggregazione dei gruppi di ricerca e delle piattaforme tecnologiche. Saranno inoltre sviluppati nuovi progetti e avviate attività per reperire finanziamenti e costruire partnership. Per Dominici, la sfida sarà ridurre la distanza tra scoperta scientifica e applicazione clinica; Bortolotti ha sottolineato l’importanza di integrare biosensori, genomica, nanotecnologie, imaging e intelligenza artificiale con le competenze biologiche e cliniche. L’obiettivo dichiarato è trasformare dati e tecnologie in strumenti per la predizione, la diagnosi e la scelta terapeutica.