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Unghia incarnita, come tagliarla per ridurre i rischi

Il margine va lasciato visibile: calzature, traumi e condizioni individuali possono favorire il disturbo

Tagliare le unghie dei piedi in modo corretto può aiutare a ridurre il rischio di incarnimento, ma non è l’unico elemento in gioco. La regola più condivisa è eseguire un taglio diritto, senza accorciare troppo la lamina e lasciando visibili gli angoli. Scavare lungo i lati o arrotondarli profondamente può favorire la penetrazione del margine nella pelle. Anche scarpe strette, traumi ripetuti e sudorazione possono contribuire, mentre la forma dell’unghia e del piede può predisporre al problema.

Come si forma e quali sono gli errori più comuni

L’unghia incarnita compare quando il bordo della lamina preme, traumatizza o penetra nella pelle circostante. Possono comparire dolore, sensibilità, gonfiore e una reazione infiammatoria. Il solo arrossamento, però, non indica necessariamente un’infezione batterica: può essere la risposta della pelle al trauma meccanico e al margine ungueale, che si comporta come un corpo estraneo. In alcuni casi può svilupparsi successivamente un’infezione.

Tra gli errori più frequenti ci sono il taglio troppo corto, soprattutto ai lati, e l’uso di forbici o tronchesi inclinate verso gli angoli per ottenere una forma molto arrotondata. In questo modo può restare una piccola punta che, durante la crescita, continua a premere o a penetrare nella piega cutanea. Anche strappare l’unghia invece di tagliarla in modo controllato può lasciare un margine irregolare.

È quindi preferibile un taglio trasversale, diritto e non troppo vicino alla pelle. Le eventuali asperità possono essere limate delicatamente, senza eliminare gli angoli visibili. Se l’unghia è già incarnita, scavare, cercare di estrarre la parte penetrata o manipolare ripetutamente la zona può aggravare il trauma locale. La rimozione mirata del margine incarnito è una procedura professionale e non equivale a un normale intervento domestico.

Calzature, umidità e segnali da non trascurare

Scarpe appuntite o strette sull’avampiede e calze troppo costrittive possono comprimere le dita e mantenere irritato il solco ungueale. È consigliabile scegliere calzature comode, con spazio sufficiente davanti e ai lati delle dita. Anche traumi ripetuti, talvolta collegati allo sport o a calzature che comprimono il piede durante l’attività, sono possibili fattori predisponenti. Non significa, però, che uno sport specifico causi inevitabilmente il disturbo o debba essere evitato.

Sudorazione eccessiva e scarsa igiene sono state associate a una maggiore probabilità di unghia incarnita. Tenere i piedi puliti e asciutti è una misura ragionevole, ma non garantisce di prevenire il disturbo né le recidive. Le indicazioni disponibili derivano soprattutto dal consenso clinico e da studi osservazionali e non consentono di quantificare con precisione il rischio individuale.

È opportuno rivolgersi a un medico o a un podologo se l’unghia non migliora o se compaiono dolore e gonfiore importanti, pus, arrossamento esteso, febbre o brividi. Gli antibiotici non sono indicati di routine per il solo arrossamento localizzato: possono essere necessari in presenza di un’infezione clinicamente manifesta dei tessuti molli e devono essere prescritti dopo una valutazione. In caso di diabete e sospetta unghia incarnita, è importante chiedere tempestivamente assistenza e affidare il trattamento a un professionista adeguatamente formato.