Marche

Turni notturni da dieci ore, diffide negli ospedali di Ancona

Oltre cento operatori contestano il nuovo schema: l’avvio sperimentale è previsto per novembre.

Oltre cento infermieri degli ospedali di Torrette e del Salesi hanno dato mandato a un legale per predisporre le prime diffide contro la nuova organizzazione dei turni nei pronto soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche. La direzione intende avviare la sperimentazione dal primo novembre, ma una parte del personale chiede di fermare il provvedimento.

La riorganizzazione riguarda i pronto soccorso di Torrette, Salesi, Umberto I e Lancisi. L’attuale articolazione prevede tre fasce da otto ore: dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22 e dalle 22 alle 6. Con il nuovo schema, invece, i turni diurni scenderebbero a sette ore ciascuno, mentre quello notturno arriverebbe a dieci ore, con conclusione alle 7 del mattino.

Il nodo dell’organizzazione

Secondo quanto riferito dalla direttrice amministrativa dell’azienda, Cinzia Cocco, si tratterebbe di una sperimentazione della durata di sei mesi. La modifica, tuttavia, ha diviso il personale. Alcuni lavoratori avrebbero espresso un orientamento favorevole, anche attraverso le organizzazioni sindacali, mentre altri sostengono di non essere stati coinvolti nel confronto e di avere appreso la decisione quando il percorso era ormai definito.

La contestazione riguarda anche il mancato coinvolgimento di ausiliari e operatori sociosanitari. La proposta sarebbe stata avanzata dalla Cisl nel luglio scorso, durante una riunione della Rsu, nel contesto di un confronto sulla mancata applicazione di un protocollo paritetico. L’ipotesi avrebbe inizialmente riguardato il Salesi e Torrette, per poi essere inserita nella riorganizzazione dei servizi di emergenza degli altri presidi.

Le ricadute sui lavoratori

Il principale punto critico è rappresentato dall’orario di uscita dal servizio. L’azienda manterrebbe invariata la copertura notturna effettiva, dalle 22 alle 6, ma il sistema dei recuperi consentirebbe di assorbire le ore aggiuntive senza un aumento del costo del servizio né una maggiore retribuzione per il dipendente. Per i lavoratori, però, il rientro alle 7 potrebbe creare difficoltà nella gestione degli spostamenti e della vita familiare.

Molti infermieri raggiungono i presidi non solo da Ancona e Falconara, ma anche da Osimo, Castelfidardo, Jesi e da altri comuni fuori provincia. Un’uscita posticipata di una o due ore, spiegano i contrari, potrebbe complicare soprattutto l’organizzazione per chi ha figli piccoli da accompagnare a scuola. Nel frattempo, la Cgil avrebbe chiesto di rinviare l’avvio dal primo novembre al primo gennaio, ma la richiesta è stata congelata.

La sperimentazione resta quindi programmata per novembre, mentre il personale attende di capire se le diffide produrranno effetti. L’eventuale avvio del contenzioso potrebbe modificare il calendario e l’applicazione della nuova turnazione nei pronto soccorso interessati.