Sardegna

Talità Kum: 4.300 prestazioni e nuova fase tra Iglesias e Nuoro

Casa Emmaus ha presentato risultati, attività itineranti e collaborazione con enti pubblici, volontari e Terzo settore

Talità Kum, gli ambulatori di Casa Emmaus, ha superato quota 4.300 prestazioni e si prepara a estendere il modello anche a Nuoro. I risultati sono stati presentati a Iglesias nel corso di un incontro dedicato alle attività svolte e alla nuova fase del progetto Comuni-Care, con la partecipazione di istituzioni, amministratori locali, professionisti e rappresentanti del Terzo settore.

L’iniziativa, avviata nel giugno 2025, punta ad avvicinare i servizi alle persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle cure. Il progetto si articola in un ambulatorio fisso a Iglesias e nel poliambulatorio mobile CareVan, utilizzato per raggiungere diversi centri del territorio e realizzare attività di screening.

I numeri delle attività

Nel corso dell’incontro, Gianni Salis, responsabile degli Ambulatori Talità Kum, ha illustrato i dati aggiornati al 16 ottobre 2026. Le prestazioni complessivamente erogate sono state 4.381: 3.793 negli ambulatori fissi di Iglesias e 588 attraverso il poliambulatorio mobile. Gli utenti registrati sono 1.177.

Accanto alle visite mediche, alle prestazioni psicologiche e agli interventi nelle diverse specialità, il progetto ha promosso attività di prevenzione e informazione. Sono stati organizzati 16 incontri tra seminari e workshop dedicati, tra gli altri, alla salute mentale, alla prevenzione dei tumori femminili, alle malattie rare, al diabete, alla salute cardiovascolare, al primo soccorso e al benessere. I partecipanti complessivi sono stati 893.

La rete tra istituzioni e comunità

Durante gli interventi istituzionali è stata sottolineata la necessità di intercettare il disagio sociale e sanitario, soprattutto nelle periferie e nelle aree dove l’accesso ai servizi risulta più complesso. Il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha richiamato l’importanza di riconoscere e anticipare i bisogni, definendo Talità Kum il progetto più importante della propria amministrazione.

Alessandro Pilurzu, componente della Commissione regionale Sanità, ha evidenziato il numero di prestazioni che senza questa realtà non sarebbero state effettuate, ricordando la decisione di Nuoro di replicare il modello. Francesca Piras, direttrice generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha invece sottolineato il valore di modelli flessibili, capaci di portare le istituzioni vicino alle persone.

Marika Batzella, della Direzione generale delle Politiche sociali regionale, ha posto l’accento sulla collaborazione tra enti locali, aziende sanitarie e Terzo settore, mentre monsignor Mario Farci, vescovo della Diocesi di Iglesias, ha richiamato il significato del nome Talità Kum e l’auspicio che l’esperienza possa continuare a sostenere le persone.

Il progettista di Comuni-Care, Vincenzo Castelli, ha ripercorso la nascita del percorso, sostenuto dalla Fondazione Intesa Sanpaolo e dalla Banca d’Italia. Ha descritto l’esperienza come un modello di medicina circolare, nel quale competenze mediche, scientifiche e sociali vengono messe a disposizione della comunità. Carlo Perelli, dell’Università di Cagliari e valutatore esterno, ha evidenziato il passaggio da progetto locale a esperienza di portata regionale.

La giornata ha dato spazio anche ai Comuni convenzionati e ai professionisti sanitari e infermieristici volontari che operano negli ambulatori. Con l’estensione a Nuoro, Comuni-Care proseguirà puntando sulla collaborazione tra servizi, istituzioni e comunità, con l’obiettivo di rendere più accessibili le cure e la prevenzione.