Roma (RM)

Svolta al San Camillo, sbarcano le terapie geniche CAR-T contro i tumori del sangue

Soddisfazione espressa anche dalla dottoressa Roberta Battistini, direttore f.f. dell'UOC Ematologia e Trapianto

Svolta al San Camillo, sbarcano le terapie geniche CAR-T contro i tumori del sangue

L’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini apre una nuova, rivoluzionaria frontiera nella cura dei tumori. La struttura capitolina ha introdotto ufficialmente la terapia cellulare con CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T Cell Therapies) per i pazienti ematologici. Si tratta del terzo ospedale pubblico del Lazio a dotarsi di questa tecnologia, ma del primo in assoluto tra i centri non universitari della regione.

Il primo successo clinico è già realtà: un paziente affetto da linfoma mantellare, che non rispondeva più alle terapie convenzionali, è stato sottoposto al trattamento a metà aprile ed è stato dimesso il 6 maggio 2026 in buone condizioni generali.

🧬 Come funziona la “terapia viva” che punta alla guarigione

Le CAR-T rappresentano un cambio di paradigma radicale in onco-ematologia: non sono farmaci tradizionali, ma un vero e proprio tessuto umano riprogrammato. A differenza delle cure che mirano solo a controllare la malattia, questa immunoterapia punta all’eradicazione del tumore e alla guarigione definitiva.

Il percorso terapeutico si articola in tre macro-fasi ad altissima specializzazione:

  1. Il prelievo (Aferesi): I linfociti T (i globuli bianchi responsabili della difesa immunitaria) vengono prelevati dal sangue del paziente stesso presso la Medicina Trasfusionale dell’ospedale.

  2. L’ingegnerizzazione in laboratorio: Le cellule vengono spedite a una “cell factory” specializzata. Qui vengono modificate geneticamente per essere “addestrate” a riconoscere le cellule tumorali, espanse in miliardi di copie e rispedite al San Camillo criopreservate a -180°C.

  3. La reinfusione: Le “super cellule” vengono reinfuse nel paziente. Trattandosi di una terapia estremamente potente, l’infusione richiede un ricovero monitorato di 10-15 giorni per gestire i possibili effetti collaterali.

🎯 Per quali patologie è indicata?

Attualmente le CAR-T offrono le più alte probabilità di successo proprio nei casi in cui la chemioterapia o il trapianto autologo di staminali non hanno funzionato. Il trattamento viene impiegato contro le forme più aggressive di tumore del sangue:

  • Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B (anche primitivo del Mediastino)

  • Linfoma Follicolare e Linfoma Mantellare

  • Leucemia Linfoblastica Acuta

  • Mieloma Multiplo

🏛️ Il commento delle istituzioni

“Un importante passo avanti per la sanità del Lazio — ha dichiarato il Presidente della Regione, Francesco Rocca —. Questo traguardo si inserisce nel progetto del Centro Regionale per le Terapie Cellulari e Geniche basato proprio al San Camillo, che vedrà la collaborazione di università e istituti di ricerca per garantire cure avanzate e accessibili sul territorio”.

Soddisfazione espressa anche dalla dottoressa Roberta Battistini, direttore f.f. dell’UOC Ematologia e Trapianto: “Poter offrire questa tecnologia posiziona il San Camillo nel network dei centri di eccellenza nazionali. Per i nostri pazienti si traduce in una reale opportunità di guarigione direttamente nella nostra struttura, evitando faticosi viaggi fuori regione”.

Per governare il processo in totale sicurezza, l’ospedale ha istituito il CAR-T Cell-Team (CTCT), un’equipe multidisciplinare formata da ematologi, trasfusionisti, rianimatori, neurologi e farmacisti appositamente addestrati.