Il Comune di Siena ha chiesto alla Regione Toscana di intervenire sui rimborsi riconosciuti alle associazioni di volontariato e alla Croce Rossa Italiana per i mezzi impiegati nei trasporti sanitari. Il tema è stato affrontato durante il Consiglio comunale del 17 settembre, in risposta a un’interrogazione presentata dal gruppo Siena nel Cuore Lorenza Bondi – Udc Marco Falorni.
L’assessore alla sanità e al diritto alla salute Giuseppe Giordano ha spiegato che il Comune ha sollecitato il consigliere regionale Enrico Tucci a verificare possibili correttivi. Secondo l’amministrazione, infatti, la competenza sul sistema dei rimborsi è regionale e l’Asl Toscana Sud Est non dispone dell’autonomia necessaria per modificare le tariffe, pur dovendo garantire la continuità dei pagamenti alle organizzazioni che svolgono il servizio.
Una rete da 113mila missioni
Il sistema territoriale di emergenza dell’Area vasta Sud Est comprende 70 punti di emergenza territoriale, attivi prevalentemente 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. La rete consente di assicurare circa 113mila missioni annue ed è sostenuta da Misericordie, Pubbliche Assistenze e Comitati della Croce Rossa, insieme all’azienda sanitaria. Le organizzazioni mettono a disposizione ambulanze, mezzi attrezzati e personale formato per gli interventi di emergenza e per i trasporti sanitari urgenti e programmati, che raggiungono circa 191mila servizi ogni anno.
Il costo complessivo della rete di assistenza in emergenza-urgenza ammonta a 27 milioni di euro l’anno, dei quali 11 milioni destinati al rimborso dei costi sostenuti dalle organizzazioni di volontariato e dalla Croce Rossa per i servizi di attesa nelle postazioni territoriali. La spesa viene definita dagli organismi regionali con l’obiettivo di garantire uniformità di trattamento e non può essere modificata autonomamente dalle aziende sanitarie.
Tariffe ferme e carburanti più cari
Giordano ha richiamato la deliberazione della Giunta regionale del 20 luglio 2026, con cui per i servizi dell’anno in corso è stato confermato il costo stand-by fissato per il 2025: 14.650 euro mensili per ogni punto in pronta disponibilità, garantito con ambulanze di primo soccorso o di soccorso avanzato. Anche il sistema tariffario relativo ai singoli trasporti è rimasto invariato.
Secondo l’assessore, la decisione non avrebbe tenuto conto dell’aumento dei costi del carburante. Il prezzo medio della benzina è passato da 1,725 euro al litro nel luglio 2025 a 1,982 euro il 27 luglio 2026, mentre il gasolio è salito da 1,6626 a 2,185 euro al litro. Giordano ha collegato il mancato adeguamento anche al disavanzo della sanità regionale, stimato tra 370 e 400 milioni di euro, rispetto ai 320 milioni di inizio anno, e ha ricordato l’aumento dell’addizionale Irpef regionale.
La consigliera Lorenza Bondi si è detta soddisfatta dell’impegno assunto dal Comune, ma ha giudicato insufficiente la risposta della Regione. Ha sottolineato che le associazioni sostengono il servizio con tempo, mezzi e risorse umane e ha chiesto una misura correttiva per evitare riduzioni a prestazioni legate a terapie, dialisi, visite specialistiche, riabilitazione ed emergenza-urgenza.