Snami Emilia-Romagna aderirà allo sciopero nazionale dei medici di medicina generale convenzionata previsto per il 15 e 16 settembre. La mobilitazione è stata proclamata dal Sindacato medici italiani e coinvolgerà i professionisti dell’assistenza primaria a ciclo di scelta e ad attività oraria, dell’emergenza sanitaria territoriale e della medicina dei servizi. Saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili previste dalla normativa.
La decisione è stata approvata all’unanimità dal consiglio direttivo regionale. L’adesione della sezione emiliano-romagnola assume un rilievo specifico perché Snami nazionale non ha proclamato una partecipazione generalizzata. La scelta è stata motivata dalle condizioni organizzative regionali e dal disagio espresso dalla categoria. Per Roberto Pieralli, presidente di Snami Emilia-Romagna, il pronunciamento dimostra l’autonomia delle articolazioni territoriali del sindacato.
La contestazione sul Ruolo Unico
Al centro della protesta c’è il modello del Ruolo Unico, che può prevedere fino a 38 ore di attività oraria aggiuntive rispetto alla cura dei propri assistiti, compresi turni notturni e festivi. Secondo il sindacato, questa organizzazione rischia di comprimere l’autonomia professionale e di indebolire il rapporto fiduciario tra medico e paziente.
Snami sostiene che l’alternanza tra turni notturni e attività diurna possa rendere più difficile garantire continuità ai propri assistiti. Il sindacato contesta inoltre il passaggio da un modello fondato sulla relazione personale a uno basato prevalentemente sul rapporto tra paziente e struttura. Pieralli ha definito questo rischio una trasformazione della medicina generale in una sorta di fast food della sanità, soprattutto nella gestione delle cronicità e delle fragilità.
L’adesione allo sciopero, precisa la sigla, non rappresenta un rifiuto del DM 77, delle Case della Comunità o dell’evoluzione dell’assistenza sul territorio. La richiesta è che i nuovi modelli organizzativi siano sostenibili per i professionisti e adattati alle esigenze dei cittadini. Per Snami, governare il cambiamento significa poter intervenire sulla sua organizzazione, senza subirla.
Le difficoltà per i giovani professionisti
Tra i temi sollevati c’è anche l’attrattività della professione. I giovani medici devono affrontare ore obbligatorie, un numero inizialmente limitato di assistiti e costi legati allo studio e al personale, senza tutele paragonabili a quelle del lavoro dipendente. Pietro Pesaresi, presidente provinciale Snami Rimini Ravenna e vicepresidente regionale, contesta un sistema che potrebbe trasferire sui professionisti gli obblighi della dipendenza, lasciando però a loro i rischi economici del lavoro convenzionato.
Pieralli avverte inoltre che una parte dei giovani che conclude il percorso di formazione valuta opportunità all’estero. Secondo il presidente regionale, per trattenere questi professionisti servono condizioni di lavoro sostenibili, autonomia e maggiore attrattività. La preoccupazione riguarda il futuro della medicina generale e la possibilità che un modello ritenuto troppo gravoso favorisca l’abbandono della professione.
Per le due giornate di mobilitazione, Snami Emilia-Romagna chiede il superamento dell’attuale impostazione del Ruolo Unico, maggiore flessibilità contrattuale, il rifiuto del debito orario, tutele adeguate per i medici convenzionati e il completamento degli organici dell’emergenza territoriale 118. La sezione regionale non sostiene invece, a differenza della vertenza Smi, la proposta del doppio canale per la dipendenza volontaria.