Chi soffre di dolore al collo e vuole allenare l’addome può chiedersi se il Pilates svolto in piedi sia una scelta più sicura rispetto agli esercizi a terra. La risposta, alla luce delle prove disponibili, è prudente: non è stato dimostrato che la posizione eretta riduca il disturbo cervicale o faccia lavorare meglio la muscolatura addominale.
Per il dolore cervicale aspecifico, soprattutto quando è persistente, l’esercizio terapeutico è generalmente raccomandato. Muoversi non significa necessariamente peggiorare la situazione e il Pilates può contribuire a ridurre alcune limitazioni funzionali. Tuttavia, i benefici osservati riguardano programmi strutturati e non consentono di stabilire quale singolo esercizio sia il più indicato.
Quando il movimento può aiutare
Con l’espressione dolore cervicale aspecifico si indica una condizione nella quale la valutazione clinica non individua una causa precisa che richieda esami o trattamenti mirati. Nelle forme croniche, un’attività fisica organizzata può migliorare il dolore e le difficoltà nelle normali attività quotidiane, anche se la certezza dei risultati varia in base al tipo di esercizio e all’esito considerato. Per i disturbi acuti, invece, le prove sono meno solide.
Le indicazioni cambiano quando compaiono segnali che richiedono una valutazione medica. Perdita di forza o di controllo nei movimenti, difficoltà a camminare, segni di infezione o un trauma significativo non vanno affrontati semplicemente modificando l’allenamento. Disturbi neurologici improvvisi o il sospetto di un trauma grave possono richiedere un intervento immediato.
Che cosa sappiamo sul Pilates
Una revisione degli studi indica che, dopo 12 settimane, il Pilates può ridurre le limitazioni funzionali nelle persone con dolore cervicale cronico rispetto all’assenza di un programma strutturato. La differenza stimata è di circa 6,6 punti su una scala da 0 a 50. Il risultato, però, deriva da soli due studi con 101 partecipanti e presenta un livello di certezza basso. Le prove sull’effetto diretto sul dolore sono ancora molto incerte.
Il confronto con altre forme di esercizio non ha mostrato una superiorità convincente del Pilates nel ridurre dolore e disabilità. Una revisione di otto studi, che ha coinvolto complessivamente 439 persone, ha rilevato risultati non conclusivi e confronti generalmente caratterizzati da una bassa certezza. Non è quindi possibile affermare che questo metodo sia migliore degli altri.
Resta ancora più incerta la questione della posizione. I programmi analizzati erano svolti soprattutto a terra oppure alternavano esercizi diversi; manca un confronto diretto tra Pilates esclusivamente in piedi e Pilates a terra. Non è stato quindi verificato se stare in piedi faccia lavorare meno il collo o migliori l’allenamento dell’addome.
Questo limite non dimostra che il Pilates in piedi sia inefficace. Significa soltanto che i suoi eventuali vantaggi specifici devono ancora essere verificati. La scelta può dipendere dalle preferenze personali e dalla modalità che permette di seguire con maggiore costanza il programma, senza aspettarsi però un beneficio cervicale particolare che gli studi non hanno ancora misurato.