La sera l’addome può apparire più teso e voluminoso rispetto al mattino, per poi tornare quasi normale dopo il riposo notturno. Un cambiamento così rapido non è compatibile con un accumulo di grasso, che si sviluppa nell’arco di settimane. Più spesso si tratta di distensione addominale, un aumento reale e misurabile del volume dell’addome che può comparire nelle ore successive ai pasti.
È importante distinguere tra tre fenomeni diversi. Il gonfiore è una sensazione soggettiva di pienezza, pressione o tensione, che può essere presente anche quando l’addome non appare diverso. La distensione è invece un cambiamento visibile o misurabile. Il grasso addominale, infine, riguarda la composizione corporea e non compare né scompare nel giro di un pomeriggio.
Il tempo aiuta a capire
Quando la circonferenza varia nell’arco della giornata, aumenta dopo un pasto e diminuisce durante la notte, il quadro è più compatibile con una distensione che con una variazione del tessuto adiposo. Si tratta di un indizio, non di una regola assoluta, osservato soprattutto in persone con disturbi funzionali dell’intestino. Per valutare il grasso è più utile seguire nel tempo peso e circonferenza vita, sempre nelle stesse condizioni, per esempio al mattino e a digiuno.
La distensione non dipende necessariamente da un eccesso di gas. Alcuni studi hanno rilevato che l’aumento della circonferenza può essere legato anche a una maggiore sensibilità ai normali contenuti intestinali, a variazioni della motilità e a una coordinazione anomala tra diaframma e muscoli della parete addominale. In questi casi, i rimedi rivolti soltanto all’eliminazione dei gas potrebbero non intervenire sulla causa del disturbo.
Premere l’addome o valutarne la consistenza non permette di stabilire se il volume dipenda dal grasso, dal contenuto intestinale o da una distensione temporanea. Anche il cosiddetto pinch test, che misura lo spessore della pelle, non consente di stimare il grasso viscerale, situato in profondità attorno agli organi. Solo esami come tomografia computerizzata e risonanza magnetica distinguono con precisione i diversi compartimenti, ma non sono indicati di routine per risolvere un dubbio occasionale.
Quando rivolgersi al medico
Gonfiore e distensione possono accompagnare stitichezza, sindrome dell’intestino irritabile, dispepsia funzionale o alcune intolleranze. Il sintomo, da solo, non identifica però la causa. In assenza di segnali d’allarme, anamnesi e visita medica sono in genere sufficienti per decidere se servano ulteriori accertamenti.
È opportuno chiedere una valutazione se la distensione è persistente o in peggioramento, soprattutto in presenza di dimagrimento involontario, sangue nelle feci, vomito, dolore intenso, diarrea cronica o difficoltà a deglutire. Dolore improvviso e intenso associato a vomito o a una distensione marcata può richiedere assistenza urgente. Nelle persone con organi riproduttivi femminili, una distensione nuova, persistente o molto frequente, in particolare dopo i 50 anni e se accompagnata da sazietà precoce, dolore pelvico o urgenza urinaria, va segnalata al medico. La frequenza e la persistenza contano più dell’episodio isolato dopo un pasto abbondante.
In sintesi, l’osservazione del tempo offre l’indizio più utile: ore per la distensione, settimane per il grasso. L’aspetto di una singola giornata non basta a formulare una conclusione, mentre l’andamento dei sintomi e la presenza di segnali associati aiutano a capire quando è necessario un approfondimento.