Internazionale

Morbillo, un decesso a New York riaccende il timore per l’Italia

Bassetti, Burioni, Pregliasco: due dosi proteggono circa il 97 per cento; coperture sotto soglia favoriscono focolai

Morbillo, un decesso a New York riaccende il timore per l’Italia

Un bambino è morto di morbillo nello Stato di New York, dove non si registrava un decesso legato alla malattia da oltre trent’anni. La notizia ha riacceso il confronto sui rischi legati alla riduzione delle coperture vaccinali e ha spinto alcuni esperti italiani a richiamare l’attenzione sulla possibilità che episodi analoghi possano verificarsi anche in Italia.

L’infettivologo Matteo Bassetti ha commentato la vicenda sui social, collegando il decesso alla disinformazione sui vaccini e al rifiuto delle immunizzazioni. Secondo il medico, il calo delle coperture potrebbe favorire il ritorno del morbillo con conseguenze gravi e in larga parte prevenibili. Il richiamo riguarda in particolare la necessità di mantenere livelli di protezione elevati nella popolazione.

I rischi della malattia

Anche Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha definito il decesso la conseguenza delle informazioni false diffuse sui vaccini. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha invece sottolineato che il morbillo non è un’infezione banale: può provocare polmonite, encefalite, danni neurologici permanenti e, nei casi più gravi, la morte.

Pregliasco ha citato alcune stime sulle complicanze: circa un bambino ogni dieci può sviluppare un’otite, uno ogni venti una polmonite e uno ogni mille un’encefalite. Negli Stati Uniti, secondo i dati richiamati dall’esperto, tra uno e tre bambini ogni mille infettati possono morire. Esiste inoltre la panencefalite sclerosante subacuta, una complicanza neurologica tardiva, progressiva e generalmente fatale, che può comparire anche anni dopo l’apparente guarigione.

La soglia delle coperture

Il vaccino contro il morbillo è disponibile dal 1963 e, con due dosi, garantisce una protezione stimata intorno al 97 per cento. Prima dell’introduzione della vaccinazione, negli Stati Uniti si contavano ogni anno tra tre e quattro milioni di infezioni e circa 400-500 decessi. L’immunizzazione ha ridotto drasticamente questi numeri, ma la diminuzione delle coperture sta creando nuove condizioni per la circolazione del virus.

Il morbillo è tra le malattie infettive più contagiose: in una popolazione completamente suscettibile, una persona infetta può trasmetterlo mediamente a 12-18 individui. Pregliasco ha spiegato che quando la copertura scende sotto il 95 per cento aumenta il rischio di focolai, soprattutto nelle comunità con molte persone non immunizzate. Per questo, la vicenda americana viene indicata come un campanello d’allarme anche per l’Italia, con la priorità di recuperare le vaccinazioni mancate, contrastare la disinformazione e tutelare i bambini più piccoli e le persone fragili.