Modena (MO)

Medici a Modena, sei su dieci insoddisfatti del lavoro

L’indagine Anaao segnala ritmi gravosi, dubbi sull’organizzazione e l’ipotesi di trasferimento per metà degli intervistati.

Una parte consistente dei medici e dei dirigenti sanitari dell’Ausl e dell’Aou di Modena esprime insoddisfazione per le condizioni di lavoro e guarda con preoccupazione alla riorganizzazione della rete provinciale. È quanto emerge dall’indagine presentata da Anaao Assomed Modena, che ha raccolto le valutazioni dei professionisti sui carichi di attività, sull’organizzazione e sulle prospettive del servizio sanitario pubblico.

Carichi di lavoro e organizzazione

Secondo i risultati del sondaggio, circa il 60% degli intervistati si dichiara poco o per nulla soddisfatto della propria situazione lavorativa. Tra le cause indicate prevalgono i carichi e i ritmi ritenuti insostenibili, segnalati dal 65% del campione. Seguono le modalità organizzative, indicate dal 40%, mentre retribuzione e difficoltà nel conciliare vita privata e professionale si attestano entrambe al 33%.

L’indagine rileva inoltre una diffusa delusione per il mancato coinvolgimento nelle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività. Per Anaao Assomed, la crescita degli organici non è quindi sufficiente, da sola, a migliorare la permanenza dei professionisti nel sistema pubblico. In Emilia-Romagna il numero dei medici è aumentato del 15,5% dal 2015, a fronte di una crescita nazionale del 2,7%, ma le dimissioni volontarie sono quasi triplicate, passando da 107 a 304 nel 2025 e superando i pensionamenti.

Il rischio di perdere personale

Anche nell’Ausl di Modena i medici sono aumentati dell’8% tra il 2019 e il 2026. Il dato numerico, tuttavia, non sembra sufficiente a trattenere il personale. Il 50% del campione afferma di valutare il trasferimento in un’altra azienda sanitaria pubblica anche a parità di stipendio. Tra le motivazioni indicate figurano soprattutto la ricerca di una riduzione del carico di lavoro, una gestione più equilibrata del tempo e una maggiore valorizzazione professionale.

Nel dettaglio, il 27,5% cambierebbe struttura per ottenere un migliore equilibrio tra vita privata e professione. Il 17,4% indica la riduzione dei carichi di lavoro e un’analoga percentuale la maggiore valorizzazione professionale. Le prospettive di carriera sono invece citate dall’8,7%, mentre nessuno degli intervistati segnala come priorità una maggiore autonomia nelle mansioni quotidiane.

Per il sindacato, i risultati indicano la necessità di ripensare l’organizzazione, la distribuzione dei carichi e la gestione delle attività. Il servizio sanitario provinciale sta attraversando una fase di riorganizzazione dei servizi e dei percorsi assistenziali, con l’obiettivo di mantenere la qualità delle cure e la sostenibilità del sistema. Anaao Assomed considera la situazione un segnale di allarme per la tenuta della sanità modenese e per la capacità degli ospedali di garantire assistenza ai cittadini.