Valle d'Aosta

Conclusa in Valle d’Aosta la campagna contro la dermatite bovina

Copertura raggiunta entro il 30 settembre: ora parte la sorveglianza sulla circolazione del virus

Si è conclusa in Valle d’Aosta la campagna obbligatoria di vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini, nota anche come Lumpy Skin Disease. Secondo quanto comunicato dall’Assessorato regionale alla Sanità, il piano ha raggiunto entro il 30 settembre gli obiettivi previsti sia per la copertura degli allevamenti sia per il numero di animali presenti sul territorio.

Gli interventi hanno riguardato inizialmente i bovini adulti. In una fase successiva la vaccinazione è stata estesa anche ai capi arrivati in regione per l’alpeggio e ai vitelli che hanno raggiunto progressivamente l’età prevista. Con il completamento delle somministrazioni, la campagna può quindi considerarsi sostanzialmente terminata.

Al via il periodo di sorveglianza

Il raggiungimento delle coperture apre ora una fase di attesa e monitoraggio, durante la quale saranno svolte attività di sorveglianza epidemiologica per verificare l’eventuale circolazione del virus sul territorio regionale. La dermatite nodulare contagiosa colpisce i bovini ed è trasmessa da insetti vettori, la cui presenza può aumentare con le temperature più elevate, anche alle quote maggiori.

Per quanto riguarda gli spostamenti, all’interno della regione non sono previste modifiche: gli allevamenti che hanno aderito al piano possono continuare a movimentare gli animali secondo le modalità stabilite. Restano invece in vigore limitazioni specifiche per le aziende che non hanno aderito alla vaccinazione obbligatoria. Le misure saranno rivalutate al termine del periodo di attesa, sulla base dei risultati della sorveglianza sanitaria.

Il coordinamento tra istituzioni e settore

La campagna è stata coordinata dall’Assessorato alla Sanità con il coinvolgimento dell’Assessorato all’Agricoltura e Risorse naturali, dell’Azienda Usl, dell’Ordine dei medici veterinari, dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e delle associazioni agricole e zootecniche. Il lavoro ha fatto seguito alla precedente campagna e alla disponibilità di 35mila dosi di vaccino, arrivate in primavera per garantire la protezione prima della stagione più favorevole alla presenza degli insetti vettori.

L’assessore alla Sanità Carlo Marzi ha sottolineato l’importanza di proteggere tutti i bovini presenti in regione, considerando le conseguenze che eventuali focolai potrebbero avere sulla salute animale, sulle movimentazioni e sulla filiera lattiero-casearia. La Regione ha inoltre evidenziato la necessità di mantenere alta l’attenzione in una realtà montana, dove la gestione degli allevamenti e degli alpeggi presenta condizioni specifiche.

Nel corso dell’anno la Regione aveva anche chiesto di estendere la vaccinazione ai vitelli con meno di sei mesi nati da madri vaccinate, dopo i casi osservati in altri territori. La possibilità, valutata dalle autorità sanitarie competenti, riguardava in particolare la somministrazione a partire dai tre mesi di età. La campagna ha interessato anche i capi provenienti da fuori regione, per i quali l’ingresso e la permanenza in Valle d’Aosta sono subordinati al rispetto delle disposizioni vaccinali previste.