Quando la gola brucia e deglutire fa male, molti cercano una soluzione naturale per stare meglio. Nella maggior parte dei casi, però, il mal di gola è legato a un virus e tende a migliorare spontaneamente entro circa una settimana. Acqua, miele, gargarismi e caramelle possono rendere più sopportabili i giorni dell’infezione, ma non ci sono prove solide che accelerino la guarigione.
È quindi importante distinguere tra il sollievo dei sintomi e la cura della causa. Se dopo alcuni giorni di infusi o altri rimedi domestici ci si sente meglio, il miglioramento può coincidere semplicemente con il normale decorso della malattia. Questo non rende inutili le pratiche di autocura, ma ne ridimensiona il ruolo: possono offrire comfort, senza dimostrare di eliminare l’infezione.
Che cosa può aiutare a ridurre il fastidio
Bere acqua, anche a piccoli sorsi, è una misura di supporto raccomandata dalle linee guida di primo soccorso. Non esiste però una quantità valida per tutti e non ci sono evidenze che bere più del necessario faccia guarire prima. Può essere utile scegliere cibi freschi o morbidi, più facili da deglutire, ed evitare il fumo.
Per le bevande calde i dati disponibili sono molto deboli: un piccolo studio, privo di gruppo di confronto, non basta a dimostrare che offrano sollievo o che il caldo sia più efficace del freddo. Anche i gargarismi con acqua salata, destinati all’autocura degli adulti e non dei bambini, hanno un’efficacia incerta sul dolore già presente. Caramelle e collutori non medicati non sono invece supportati da prove cliniche sufficienti.
Quando il dolore è intenso, l’opzione con le prove più dirette di sollievo è il paracetamolo, sulla base di evidenze di certezza moderata. Può essere associato agli accorgimenti utili a rendere più tollerabile il periodo dell’infezione, senza confondere il sollievo con una guarigione più rapida.
Il miele non cura la gola
Il miele è spesso considerato un rimedio naturale, ma gli studi lo hanno valutato soprattutto per la tosse acuta, non per il dolore faringeo. Una revisione sistematica indica un possibile beneficio nei bambini, con prove di qualità bassa o molto bassa. Un’analisi più recente, condotta su 576 partecipanti seguiti fino a tre giorni, non ha rilevato nella maggior parte degli esiti una superiorità significativa rispetto ai farmaci.
Nessuna di queste ricerche dimostra che il miele curi il mal di gola o elimini un’infezione. Esiste inoltre una regola precisa: non va somministrato ai bambini sotto i 12 mesi, neppure sciolto nell’acqua o aggiunto ad altri alimenti, per il rischio di botulismo infantile.
Gli antibiotici non sono utili contro i virus. Se invece viene confermata una faringite da streptococco di gruppo A, è necessario un trattamento antibiotico: nessun rimedio casalingo può sostituirlo. La sola osservazione della gola, comprese eventuali placche, non consente di distinguere con certezza le forme virali da quelle batteriche; possono servire un test rapido o una coltura.
È opportuno contattare il medico se il disturbo non migliora dopo una settimana, se ricorre spesso, in presenza di segni di disidratazione come urine scure o ridotte, oppure quando le difese immunitarie sono compromesse. Serve invece assistenza d’emergenza in caso di difficoltà respiratoria, impossibilità a deglutire, saliva che cola perché non si riesce a inghiottirla, stridore o sintomi gravi in rapido peggioramento. Nel mal di gola comune, il tempo resta il principale alleato; la valutazione medica diventa importante quando il decorso si discosta da quello abituale.