Sono 784 gli anziani in lista d’attesa, nella provincia di Piacenza, per accedere a una Casa residenza per anziani. Il dato, riferito alla situazione di fine 2025, è stato reso noto da Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale del partito, dopo la risposta della Regione a un suo atto ispettivo.
L’iniziativa chiedeva di conoscere il numero delle persone in attesa di ingresso nelle Rsa nelle diverse province emiliano-romagnole. Secondo Vignali, la situazione piacentina evidenzia una domanda di assistenza che cresce più rapidamente rispetto all’offerta disponibile. Il consigliere ha collegato il dato anche agli indicatori regionali sull’utilizzo dei servizi di lunga permanenza e dei nuclei dedicati alle demenze.
I dati sul territorio piacentino
In provincia di Piacenza, il tasso di utilizzo dei servizi di lunga permanenza e dei nuclei demenze è pari al 6,4 per mille, a fronte di una media regionale del 4,9 per mille. Il valore sale ulteriormente tra le persone con più di novant’anni: 124,6 per mille, contro una media dell’Emilia-Romagna di 99,7.
Per Vignali, questi numeri indicano che il sistema piacentino viene utilizzato più intensamente rispetto al resto della regione e che il bisogno assistenziale è particolarmente elevato. In questo contesto, le centinaia di persone in attesa rappresenterebbero, secondo il rappresentante di Forza Italia, un segnale dello squilibrio tra la crescita della non autosufficienza e la disponibilità di posti accreditati.
La richiesta alla Regione
Il dato provinciale si inserisce in un quadro più ampio: in tutta l’Emilia-Romagna gli anziani in lista d’attesa per una Rsa sono complessivamente 12.702. Vignali sostiene che il numero non possa essere considerato fisiologico e attribuisce alla programmazione regionale la difficoltà di accompagnare l’evoluzione demografica e l’aumento dei bisogni assistenziali.
La richiesta avanzata dal segretario regionale di Forza Italia è di avviare una riflessione sul futuro dell’assistenza agli anziani, coinvolgendo Regione, enti locali e soggetti gestori. Tra le misure indicate figurano l’aumento dei posti accreditati, risorse adeguate e una programmazione in grado di anticipare la domanda, evitando che le famiglie si trovino a gestire da sole situazioni di non autosufficienza.