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Ipertensione dopo i 60: conta l’intera dieta

Frutta, sodio e potassio: indicazioni e cautele per chi segue terapie

Per chi ha superato i 60 anni e soffre di pressione alta, non esiste un frutto che abbia dimostrato di abbassare i valori più degli altri. Né ci sono alimenti da eliminare soltanto per l’età. Le evidenze disponibili indicano piuttosto l’importanza dell’alimentazione nel suo complesso: varietà, adeguato consumo di frutta e verdura, riduzione del sodio e controllo degli zuccheri liberi.

Le raccomandazioni sulla salute cardiovascolare non stabiliscono una graduatoria tra mela, banana e arancia. A fare la differenza è il modello alimentare complessivo. Lo schema DASH, studiato per l’ipertensione e basato su frutta, verdura, latticini poveri di grassi e un basso apporto di grassi saturi, in un trial di otto settimane ha ridotto la pressione di 5,5/3,0 mmHg in più rispetto a una dieta di controllo. Il solo aumento di frutta e verdura ha prodotto un beneficio inferiore.

Come orientarsi nella scelta

Quando si fa la spesa, è preferibile scegliere frutta intera, fresca o surgelata, oppure conservata senza zuccheri aggiunti e senza eccessi di sodio. Variarne tipi e colori consente di inserirla in un’alimentazione più equilibrata. La frutta intera apporta fibre e contiene una concentrazione di zuccheri inferiore rispetto a molte versioni lavorate.

Un ruolo importante è svolto anche dal potassio, che può contribuire a ridurre la pressione soprattutto quando la dieta è ricca di sodio. Banana e avocado ne contengono, ma il minerale si trova anche in verdure, legumi, frutta secca e latticini. Il punto non è quindi assumere grandi quantità di un singolo alimento, ma migliorare il rapporto complessivo tra sodio e potassio.

Prodotti da limitare e interazioni

È ragionevole limitare succhi, nettari, bevande alla frutta e prodotti conservati in sciroppo. Anche gli zuccheri naturalmente presenti nei succhi al 100% rientrano infatti nella definizione di zuccheri liberi. Le ricerche non indicano che il succo faccia aumentare mediamente la pressione; la cautela riguarda soprattutto il carico complessivo di zuccheri nella dieta.

Il pompelmo non deve essere escluso automaticamente, ma può interagire con alcuni medicinali, tra cui specifici antipertensivi come la nifedipina e alcune statine. L’interazione dipende dal principio attivo e dalla dose. Chi segue terapie regolari dovrebbe consultare il foglietto illustrativo, il medico o il farmacista. Possibili interazioni riguardano anche pomelo, arancia amara di Siviglia e tangelo.

Chi soffre di malattia renale cronica, iperkaliemia o assume ACE-inibitori, sartani, spironolattone o diuretici risparmiatori di potassio non dovrebbe aumentare liberamente gli alimenti ricchi di potassio. La frutta non va eliminata in modo generalizzato, ma la scelta deve essere concordata con il professionista che segue la terapia, valutando anche la kaliemia quando necessario.

La dieta è un intervento utile, ma non sostituisce i farmaci quando sono indicati. Nelle persone con ipertensione confermata, stile di vita e terapia farmacologica procedono insieme. Ogni modifica o sospensione dei medicinali deve basarsi sulle misurazioni e sulle indicazioni del medico. Valori pari o superiori a circa 180/110 mmHg, associati a dolore al petto, difficoltà respiratorie, disturbi della vista o confusione, richiedono assistenza medica urgente.