Lombardia

In Lombardia cambiano i termini per le ricette sanitarie

Le classi U e B avranno finestre ridotte per attivare gli appuntamenti, mentre D e P restano a 180 giorni.

In Lombardia cambiano i tempi di validità delle prescrizioni per visite specialistiche ed esami diagnostici. La modifica riguarda le ricette emesse a partire dal 15 settembre 2026 e interessa soprattutto le classi di priorità più elevate, cioè quelle urgenti e brevi.

Le prescrizioni U, urgenti, dovranno essere utilizzate per effettuare la prenotazione entro 10 giorni dalla data di emissione. Per le ricette B, brevi, il termine sarà invece di 30 giorni. Restano fissati a 180 giorni i tempi di validità delle prescrizioni D, differibili, e P, programmabili.

Validità e attesa sono termini diversi

La nuova disciplina richiede attenzione perché la durata della ricetta non coincide con il tempo massimo entro il quale la prestazione deve essere erogata. I dieci giorni previsti per una prescrizione U indicano il periodo entro cui il cittadino deve prenotare, ma non significano che la visita o l’esame debbano essere eseguiti entro quel termine. Per questa classe, infatti, resta previsto un tempo massimo di attesa di 72 ore.

Lo stesso principio vale per le ricette B: i 30 giorni rappresentano il limite per attivare la prenotazione, mentre la prestazione deve essere garantita entro 10 giorni. Per le prescrizioni urgenti, inoltre, in Lombardia il cittadino deve attivarsi entro 48 ore dal rilascio della ricetta. Da quel momento decorre il percorso che deve portare all’erogazione entro le successive 72 ore.

Le disposizioni regionali

Le nuove disposizioni sono contenute nella Dgr Lombardia XII/6692 del 3 agosto 2026. Le ricette emesse prima del 15 settembre continuano invece a essere disciplinate dalle regole precedenti. L’obiettivo indicato è rendere più coerente la priorità assegnata dal medico con il momento in cui il cittadino utilizza effettivamente la prescrizione.

Una richiesta classificata come urgente, infatti, potrebbe non riflettere più le condizioni cliniche del paziente se viene utilizzata molto tempo dopo la visita. Per questo, soprattutto quando sulla prescrizione compaiono le lettere U o B, l’indicazione è di procedere rapidamente con la prenotazione. Una ricetta U utilizzata cinque giorni dopo l’emissione non è ancora scaduta, ma il cittadino potrebbe non avere più la stessa garanzia legata al percorso delle 72 ore.

Una volta effettuata la prenotazione entro il periodo previsto, la successiva scadenza formale della ricetta non comporta invece la perdita dell’appuntamento. L’impegnativa resta valida fino al giorno della prestazione, anche se questa è fissata oltre il termine originario. Chi lascia trascorrere il limite senza prenotare dovrà invece rivolgersi nuovamente al medico per ottenere una nuova prescrizione.