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Energy drink, i rischi per cuore e giovani secondo i cardiologi

Caffeina, alcol: attività fisica intensa può favorire disturbi del ritmo e aumenti pressori nelle persone vulnerabili.

Gli energy drink sono ormai diffusi tra adolescenti, studenti, sportivi e adulti in cerca di maggiore concentrazione o di una spinta contro la stanchezza. Ma queste bevande non sono semplici bibite rinfrescanti: contengono sostanze stimolanti che possono avere effetti rilevanti sull’organismo, soprattutto in presenza di fattori di rischio.

Una lattina può contenere da 150 a oltre 300 mg di caffeina, una quantità superiore a quella di una tazzina di espresso, che ne apporta in media 60-80 mg. Alla caffeina possono aggiungersi guaranà o yerba mate, oltre a zuccheri semplici, taurina, ginseng, carnitina e vitamine del gruppo B. Le possibili interazioni tra queste sostanze, in particolare quando gli stimolanti vengono assunti in dosi elevate, non sono ancora completamente chiarite nel lungo periodo.

Gli effetti sul sistema cardiovascolare

Il consumo rapido di una quantità consistente di caffeina può attivare il sistema nervoso simpatico, con un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. La vasocostrizione e l’incremento delle resistenze periferiche costringono il cuore a lavorare più intensamente. Nelle persone predisposte o dopo un’assunzione eccessiva possono comparire extrasistoli e aritmie, fino alla fibrillazione atriale.

Alcuni studi clinici hanno inoltre osservato una riduzione temporanea della capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi correttamente, con un possibile aumento del rischio trombotico nel breve periodo. Il pericolo è maggiore per chi presenta patologie non diagnosticate, come ipertensione, difetti cardiaci congeniti o alterazioni delle valvole.

Tra i soggetti più esposti ci sono adolescenti e giovani, il cui sistema nervoso e cardiovascolare è ancora in sviluppo. Particolare attenzione riguarda l’associazione con l’alcol: gli energy drink possono attenuare la percezione della stanchezza e dell’ebbrezza, favorendo consumi più elevati e comportamenti rischiosi. Anche gli sportivi dovrebbero evitare di utilizzare queste bevande prima dell’allenamento o della gara, perché lo sforzo fisico sottopone già il cuore a un carico elevato e gli stimolanti possono favorire disturbi del ritmo.

Le indicazioni per ridurre i rischi

Per gli adulti sani, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare indica in 400 mg di caffeina al giorno il limite generalmente considerato sicuro. È quindi importante leggere le etichette e sommare tutte le fonti di caffeina assunte nell’arco della giornata. Durante e dopo l’attività fisica, per idratarsi e reintegrare i sali minerali, sono preferibili acqua o bevande appositamente formulate e prive di stimolanti.

Il cardiologo Maurizio Santomauro, già dirigente dell’area cardiologica dell’AOU Federico II di Napoli e presidente nazionale del Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche, ha proposto di valutare una regolamentazione per l’uso degli energy drink tra bambini e atleti in età scolare. Secondo l’esperto, l’elevata presenza di caffeina e taurina e il consumo frequente nei locali, insieme alle bevande alcoliche, possono aumentare i rischi cardiovascolari, neurologici e di incidenti stradali.

Palpitazioni, dolore o oppressione al torace, vertigini e insonnia persistente dopo l’assunzione sono segnali da non trascurare. In questi casi è opportuno interrompere il consumo e rivolgersi a un medico, soprattutto se i sintomi sono intensi o si ripetono.