La Cisl Fp Parma Piacenza segnala presunte gravi difficoltà nella gestione del Cau di Parma. Secondo quanto riferito dal sindacato, circa nove pazienti su dieci con codice verde abbandonerebbero la struttura dopo 10-12 ore di attesa, senza essere visitati. Per i codici bianchi, invece, i tempi indicati arriverebbero fino a 28 ore nei casi in cui la visita viene effettuata.
L’allarme del sindacato
A lanciare l’allarme è Giovanni Oliva, segretario generale della Cisl Fp Parma Piacenza. Le informazioni, precisa il sindacato, derivano da segnalazioni ricevute sulla situazione del Cau di Parma e dovranno essere verificate. Se i dati fossero confermati, sostiene Oliva, non si tratterebbe di una semplice criticità organizzativa, ma di una situazione che richiederebbe risposte immediate e precise da parte della direzione aziendale.
Il quadro descritto riguarda soprattutto i pazienti classificati con codice verde, che dopo un’attesa compresa tra 10 e 12 ore sceglierebbero di andarsene senza ricevere assistenza. Per i codici bianchi, riferisce ancora la sigla sindacale, in alcuni casi la visita non avverrebbe nemmeno, mentre quando viene svolta l’attesa potrebbe raggiungere 28 ore. La Cisl Fp considera questi tempi non compatibili con la necessità di garantire una risposta sanitaria appropriata e tempestiva.
La richiesta alla direzione
La domanda posta dal sindacato riguarda il funzionamento del servizio e la capacità della struttura di assicurare una presa in carico adeguata. Oliva chiede di capire come sia possibile che un cittadino debba attendere 10, 12 o addirittura 28 ore per ricevere una prestazione sanitaria. Secondo la posizione espressa dalla Cisl Fp, l’abbandono della struttura da parte di un paziente dopo molte ore non dovrebbe essere considerato una responsabilità individuale, ma un segnale della necessità di verificare l’organizzazione del servizio.
Il segretario generale sostiene inoltre che la direzione aziendale sarebbe a conoscenza delle difficoltà segnalate, ma che finora non sarebbero stati adottati correttivi. Da qui la richiesta di chiarimenti pubblici sull’andamento del Cau e sulle eventuali misure da mettere in campo. Nel suo intervento, il sindacato sottolinea infine che le inefficienze organizzative non devono ricadere sugli operatori sanitari, chiamati a lavorare in una situazione descritta come particolarmente complessa.